Portavoce dei disagi e dei bisogni della classe operaia, uomo anti padrone e difensore dell'anticapitalismo contemporaneo, il leader dell' unico partito comunista in Italia ( come lui fieramente dichiara ndr),Marco Rizzo, ci svela alcuni punti del suo programma rispondendo senza tirarsi indietro a ogni domanda.

Si parla tanto di natalità a picco e lei è per il blocco delle nascite. Decisione controversa, non è d'accordo?

Francamente non so chi abbia parlato di blocco delle nascite, ma di certo non noi. Nel programma del Partito Comunista c’è un punto specifico che parla di sostegno alla natalità. Che vuol dire prima di tutto sostegno ai diritti sociali, ai diritti dei lavoratori, a quelli delle donne sui posti di lavoro.

Significa assicurare a tutti il diritto alla casa, rompendo le politiche a favore della speculazione immobiliare e finanziaria, difendere e estendere i servizi sociali: nidi, asili, attività sportive e ricreative, assicurare il diritto a una sanità e a un’istruzione realmente gratuita e accessibile a tutti. Mi sembra siano elementi concreti a sostegno delle coppie che decidono di avere un figlio, molto più importanti delle sterili discussioni sulla famiglia a cui assistiamo.

Sul sito del P.C. lei ha detto: " Chi è antifascita è anti capitalista ma oggettivamente non è così, poiché i partiti di estrema destra sono avversi al libero mercato...

Grazie al PD che fa loro campagna elettorale ogni giorno i partiti di estrema destra giocano a presentarsi come rivoluzionari, e copiano qualche parola d’ordine.

Ma il problema è che a monte dinfendono il capitalismo. Non sono contro il libero mercato, sono solamente contro l’attuale assetto del capitalismo che si è proiettato su un mercato globale. In parole povere difendono il padrone italiano contro quello straniero, mentre noi vogliamo il potere ai lavoratori, un mondo senza padroni. Un altro esempio? Noi siamo contro le politiche imperialiste, fatte anche dall’Italia. Qualcuno vuole riconquistare la Libia. I fascisti sono sempre fascisti.

Apri la scheda elettorale e se non fosse per " Potere al Popolo", ti accorgeresti di una presenza massiccia di vari partiti comunisti con simboli simili e ti domandi perché...

Di Partito Comunista sulla scheda elettorale ce ne sarà uno solo, e non è un fatto casuale. C’è un problema di frammentazione, che è anche un problema politico. Prima di queste elezioni avevamo fatto un appello all’unità comunista: una sola lista comunista, alcuni punti chiari e falce e martello nel simbolo. Altri hanno preferito andare in un contenitore elettoralistico genericamente di sinistra.

Non mi interessa fare polemica con Potere al Popolo, ma una cosa è il riformismo di sinistra, anche radicale, altra cosa è la lotta per il socialismo. Una cosa è tirare la volata a De Magistris per le prossime elezioni, altro voler ricostruire un partito comunista all’altezza delle sfide e dei tempi. Sono strade diverse.

Probabile scenario post 4 Marzo: i partiti di sinistra non raggiungono il 3% mentre il centro destra e Casapound si siederebbero in Parlamento. Quali azioni compirete?

Il centrodestra ci sarà, i fascisti se entreranno, dovranno solo ringraziare il PD [VIDEO] che li ha elevati a tema centrale della campagna elettorale, ma al momento è improbabile. Per quanto ci riguarda il Parlamento non è un feticcio, l’importante sono le lotte sociali. Il Partito Comunista continuerà a lavorare con più forza in questa direzione. Queste elezioni servono principalmente a questo, anche se non supereremo la soglia di sbarramento, oggi siamo dieci volte più forti di prima. Apriamo sezioni nei paesi, e nei quartieri di periferia, cellule comuniste nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro. La vera sinistra è quella di lotta.

Violenze politiche: è giunto il momento di chiudere i centri sociali più violenti o è per lo scontro nelle piazze?

Mi sembra che tutta questa vicenda sia assolutamente esagerata, pompata dai media per tornare alla logica degli opposti estremismi che è funzionale a mantenere il sistema [VIDEO] di potere attuale. Violenza e non violenza non sono concetti che hanno una giustezza assoluta, tutto va valutato sulla base del contesto storico e delle condizioni. E’ una legge della storia. Penso che oggi fare lo scontro con la polizia in piazza non serva a molto, e rischia anzi di ghettizzare e togliere consenso. Non servono giornate campali, ma un lavoro costante per ritessere quel filo di coscienza di classe. Non è questione di giusto o sbagliato, ma di strategia Politica. Noi abbiamo una strategia e un obiettivo i centri sociali no.

Rimpiange di non essersi coalizzato con qualcuno al fine di ottenere seggi e dunque un'opportunità di portare legislativamente avanti il suo programma?

Assolutamente no. I margini per incidere dentro coalizioni politiche larghe sono semplicemente inesistenti. Dal 4 marzo in Italia governerà l’Unione Europea, la BCE, il fondo monetario internazionale, la Confindustria, quale sia il governo. Le principali forze di opposizioni faranno un’opposizione di facciata, ma al governo farebbero, e hanno fatto le stesse cose. Il nostro non è un programma elettorale che si potrà ottenere con dieci parlamentari è un programma di lotta. Se entreremo in Parlamento sarà per portare anche lì le lotte che si fanno fuori.