Recentemente Laura Boldrini ha invocato la messa fuorilegge dei partiti e dei movimenti neofascisti e/o che si rifanno all'ideologia del Ventennio. Secondo la presidente della Camera dei deputati e membro del partito di sinistra radicale 'Liberi e Uguali', tali partiti e movimenti non dovrebbero avere nessuno spazio in democrazia. Tali dure prese di posizione della Boldrini hanno fatto e stanno facendo alquanto discutere il mondo della politica e hanno trovato consenso in alcuni settori della sinistra, mentre sono state decisamente criticate da importanti settori della destra.

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Pietro Grasso: 'Giusto sciogliere i partiti neofascisti'

La proposta della politica di sinistra è stata accolta e condivisa anche da Pietro Grasso, che insieme alla stessa presidente della Camera è fondatore di 'Liberi e Uguali'. Secondo quanto riportato in un articolo pubblicato sulla testata giornalistica La Repubblica, durante un incontro all'università di Bologna Grasso ha sostenuto che condanna ogni violenza di ispirazione fascista e razzista.

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Inoltre, lo stesso ex magistrato e Presidente del Senato della Repubblica ha dichiarato di condannare ogni violenza politica, anche quella commessa durante la manifestazione antifascista avvenuta recentemente nella stessa città dell'Emilia-Romagna.

La critica di Nicola Porro: 'La proposta della Boldrini è basata su un doppio standard'

Come già ricordato, la proposta della Boldrini ha scatenato diversi pareri contrari nel mondo della politica e dell'informazione, sopratutto quella tendente a destra.

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Tra chi ha criticato più fortemente la presidente della Camera c'è da segnalare il giornalista del 'Giornale' Nicola Porro, il quale ha affermato che la proposta della Boldrini risulterebbe alquanto illiberale. Inoltre, secondo quanto riportato in un articolo del quotidiano di destra radicale 'Il Secolo d'Italia', Porro ha sostenuto che la stessa 'proposta boldriniana' risulta basata su una sorta di 'doppio standard' sul tema della violenza ideologica e politica.

Difatti, secondo il giornalista sarebbe un controsenso far chiudere le sedi di un movimento neofascista come Casapound e allo stesso tempo non fare niente contro i centri sociali di estrema sinistra come l'Askatasuna, che secondo Porro sarebbero inclini alla violenza quanto gli stessi movimenti e gruppi politici dell'estrema destra.

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