In fin dei conti 'Potere al Popolo' è figlio diretto della storia della sinistra italiana. Una lunga parabola fatta di scissioni e transizioni, da quelle epocali a quelle di minore entità, ma pur sempre importanti perché, di fatto, finiscono per dividere una parte politica del Paese. Il partito antagonista più a sinistra della scena politica nazionale è di recentissima costituzione e già mira a saccheggiare i voti di una parte di quell'elettorato che veniva considerato l'ala più a sinistra del PD. In parole povere, se c'è un partito che si deve preoccupare di questa nuova 'creatura' è certamente Liberi e Uguali.

Su Potere al popolo alcuni sondaggi sono discordanti: in buona sostanza dovrebbe essere compreso tra una forbice che va dall'1,5 al 2,4 %: non è sufficiente per entrare in parlamento, ma per il momento è certamente un buon risultato.

Blitz a Giugliano durante il comizio di Renzi

In tal senso il movimento guidato da Viola Carofalo sta organizzando un'instancabile campagna elettorale che poggia su un centinaio di assemblee territoriali ed un intenso lavoro tra la gente. Potere al popolo non gode certamente di una grande copertura mediatica e, al contrario, i vertici hanno spesso denunciato la "volontaria indifferenza dei media", parlando addirittura di 'censura'. In tal senso l'ultimo esempio riguarda Facebook Italia che ha messo in rete le istruzioni per il voto del 4 marzo pubblicando anche i programmi dei partiti.

Tra le forze politiche in lista, però, ne mancano due che sono da considerare le 'ali estreme ed opposte', CasaPound e, appunto, Potere al popolo i cui attivisti, però, non perdono occasione per farsi notare. Così a Giugliano, in Campania, durante un appuntamento elettorale del segretario del PD, Matteo Renzi, un giovane esponente di Potere al popolo ha interrotto il discorso dell'ex premier, con il risultato di essere fermato dalla polizia.

Portato in commissariato, è stato identificato e subito rilasciato. Viola Carofalo ha commentato così l'accaduto: "Da parte nostra riteniamo doveroso, oltre che necessario, contestare un partito ancora nell'occhio del ciclone dopo il coinvolgimento nell'inchiesta relativa allo smaltimento dei rifiuti. Non dimentichiamo che il PD governa la Regione Campania e la famiglia del governatore De Luca è invischiata nell'inchiesta".

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