Il dado è tratto: centrodestra e 5 stelle arrivano all'accordo ed eleggono un presidente a testa; Fico (m5s) alla Camera e Alberti Casellati (Fi) al Senato. Un patto cercato e trovato che ha traballato sopratutto tra la serata e la nottata di ieri quando Salvini ha deciso di imprimere un'accelerazione in modo rischioso. Forza Italia insisteva su Romani, in modo da concretizzare il suo peso all'interno della coalizione di centrodestra. Salvini, bello lanciato dopo il successo elettorale, vuole far capire a Berlusconi che a questo giro sarà lui a dirigere l'orchestra ed è pronto a mettere in discussione la sua posizione.
Dopo una serie di incontri a Palazzo Grazioli si è trovata una quadra per non far saltare il tavolo: convergere sulla terza opzione forzista al Senato e votare un grillino alla Camera.
Centrodestra unito e Movimento 5 stelle eleggono così i presidenti e lasciano intuire una possibile convergenza in vista della formazione di una maggioranza di governo. Il rebus è di difficile soluzione, ma una soluzione andrà trovata, quale sarà è presto dirlo. I segnali arrivati in questa due giorni dai palazzi parlamentari sono diversi: il centrodestra unito è traballante, Salvini è molto ambizioso e questo a Berlusconi da fastidio. L'ex cavaliere non sa bene come contenerlo, e alla fine ha dovuto cercare e accettare un compromesso per evitare la rottura definitiva di una alleanza che va avanti dal 1994.
Il centrosinistra con il Pd è non pervenuto, probabile si tratti di una scelta strategica quella dei dem: evitare i riflettori e stare fuori da tutto, almeno dall'esterno appare come la scelta più giusta. Il M5s è riuscito a giocarsela abbastanza bene, anche se da profano della politica ha mostrato qualche sbandamento nella scelta del candidato alla presidenza della Camera. La politica sta attraversando una fase di transizione storica, e questo inciderà naturalmente sull'eventuale formazione di governo.
Oggi è nato il #grillusconi, alleanza alquanto curiosa. Le larghe intese Renzi-Berlusconi sono archiviate e ora nascono quelle 2.0. Il leader di Forza Italia pur di non tornare a votare sarebbe pronto a sostenere un governo insieme ai grillini, bisognerà vedere se i pentastellati accetteranno il suo sostegno anche per sbarcare a Palazzo Chigi.
Questo appare sempre più probabile, sopratutto dopo la giornata di oggi, dove il M5s ha votato apertamente la candidata forzista al Senato, ex sottosegretaria alla Giustizia dell'ultimo governo Berlusconi, quello del lodo Alfano. Per anni i grillini hanno descritto gli accordi politici come il male assoluto di questo paese, ora si ritrovano catapultati di fronte al realismo della politica, in cui compromessi e dialogo la fanno da padrone. Sicuramente dovranno rimangiarsi tante prese di posizione, sopratutto nel corso delle prossime settimane.