Il Movimento 5 Stelle, che fin dalla sua creazione cerca di portare avanti una linea politica trasparente ed onesta, ha introdotto un nuovo codice etico che riguarda la restituzione parziale degli stipendi dei propri parlamentari, nel periodo precedente le elezioni. Grazie a questi versamenti risultano essere 23,2 i milioni devoluti ad un fondo per il microcredito destinato alle piccole e medie imprese.

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Luigi Di Maio afferma la propria fierezza nell' aver contribuito alla nascita di 7.000 imprese che danno lavoro a circa 14.000 abitanti. La polemica è però scoppiata successivamente ad un servizio de "Le Iene", i quali sono riusciti a scovare delle "mele marce" all' interno del movimento.

Alcuni personaggi, dopo aver sottoscritto il codice etico dei grillini, hanno finto di trattenere parte del proprio stipendio, senza devolvere un solo centesimo alla causa pentastellata. Tra questi risulta la figura di Cecconi.

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Il caso Cecconi e i dettami costituzionali

Il movimento, per fronteggiare il rischio di un'espansione a macchia d'olio di simili casi, ha deciso di multare i parlamentari in caso di espulsione, o cambiamento del gruppo parlamentare una volta votati, con il relativo "obbligo" di dare la fiducia a proposte governative di provenienza pentastellata. Ciò che si va a delineare é una sorta di "vincolo di mandato", che andrebbe però in collisione con i dettami costituzionali.

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È proprio l'articolo 67 a regolamentare il caso, dando tra le altre cose, la possibilità ad ogni parlamentare di cambiare partito d'appartenenza, in quanto rappresentante della nazione e non di interessi partitici. Il codice etico, seppur firmato e controfirmato, non pone quindi obblighi legali. Andrea Cecconi, dopo aver sostenuto la rinuncia all'incarico, smentisce nuovamente quanto pronunciato, palesando la volontà di iscriversi al gruppo misto della Camera.

Il candidato esce vittorioso dal collegio uninominale di Pesaro, a discapito del ministro degli interni Marco Minniti, e lede così la portata governativa del movimento, privandolo di un suo possibile sostituto. Il caso Cecconi ha suscitato grande interesse nel panorama politico. L'impossibilità di conoscere a fondo tutti gli iscritti di un partito è evidente, e per una proposta politica che mira all'onestà e alla trasparenza risulta essere ancora più complicato, ma fondamentale.

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La "Linea dura" portata avanti finora ha prodotto buoni risultati, ma altrettante riserve, l'unico auspicio è che l'ideale di fondo non si disgreghi, o perda di significato, passando da un membro all'altro.

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