In occasione della puntata di "Piazzapulita" su La7 di questo giovedì 5 aprile è intervenuto Andrea Orlando, attualmente ancora Ministro della Giustizia ed esponente della minoranza Pd, vediamo le parti salienti di quello che ha detto.

Andrea Orlando: 'PD dialoghi col 5 Stelle, ma non ci sono le condizioni per governare insieme'

Riguardo a una possibile alleanza di Governo con il Movimento 5 Stelle, Andrea Orlando ha affermato: "Io non vedo possibilità di convergenza, ma anche se qualcuna ce ne fosse credo che le ultime uscite di Di Maio che ha ipotizzato di poter fare un Governo con la Lega o con il PD mi fa riflettere molto: qual è il loro programma?

Noi e la Lega siamo cose molto diverse. Così come le ultime aperture di Di Maio su Europa e Nato non sono proprio la stessa cosa che avevano affermato negli scorsi anni. Non mi pare molto serio dire che il loro programma possono attuarlo indifferentemente con noi o con la Lega. Io ho detto chiaramente che il PD deve interloquire col M5S, ma non penso che ci siano le condizioni per fare un programma serio di Governo insieme. Parlare con loro non significa essere contaminati, anche se le distanze fra noi sono davvero molte.

Di Maio la smetta comunque con la politica dei due forni".

Andrea Orlando sul futuro del PD

Particolarmente rilevanti sono state le affermazioni di Orlando riguardo al futuro del Partito Democratico: "Dobbiamo stare all'opposizione ma sempre dicendo chiaramente che cosa vogliamo fare. Serve una svolta a sinistra, partendo dai temi sociali e dalle diseguaglianze. Ci sono altre due coalizioni che hanno avuto più voti e ora hanno l'onere di trovare una soluzione alla crisi e di fare un Governo.

Noi in Parlamento dobbiamo dialogare ma non per fare alleanze con chi ha un programma diverso dal nostro".

Il Guardasigilli si è poi soffermato sull'indiscrezione di una una trasformazione del PD in un 'partito alla Macron', affermando: "Dobbiamo restare saldamente nel Partito Socialista Europeo. Dire che deve nascere un partito alla Macron? Sono cretinate. (...) Io penso che la costruzione di un 'centro' politico in Italia non è lo stessa che vi è in Francia, intanto perché qui non ci sono due turni elettorali: Macron al Primo turno aveva preso circa il 20% vincendo poi al secondo grazie al fronte repubblicano; attorno a lui si è ricompattata molta parte delle èlites e della borghesia di quel paese in nome di una tenuta repubblicana.

In Italia invece è già partita la corsa di molti a posizionarsi verso la Lega e il M5S. Siamo due paesi diversi, quindi pensare di prendere un esperimento che è riuscito un po' per una casualità in Francia e portarlo in Italia, credo che sia una strada che non porta molto lontano".

Andrea Orlando: 'Dobbiamo dire la nostra su reddito e pensioni'

Passando ai temi concreti, Orlando ha concluso: "Il PD deve aprire una riflessione su cosa non è andato, a cominciare dai temi sociali e dalle diseguaglianze. Se lo facciamo potremo risalire la china, se invece continuiamo coi veti incrociato sarà difficile.

Dobbiamo dire che posizione avremo in Parlamento sui temi sociali che interessano gli italiani. Non so se avverrà, ma qualora nascesse un Governo Di Maio-Salvini e proporranno reddito di cittadinanza e revisione della Fornero sulle pensioni dovremo pur prendere una posizione. Il reddito di cittadinanza così come è stato proposto è una presa in giro per gli italiani, però ad esempio in passato il reddito veniva redistribuito tramite il lavoro; oggi molte persone si sono ritrovate fuori dal mondo del lavoro: come riusciamo a creare dei meccanismi di redistribuzione che integrino quelli del lavoro?

Insomma su questo, e su molto altro, il PD non può essere un silente spettatore".

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