Questo martedì 3 aprile l'ex Presidente della Camera Fausto Bertinotti è stato ospite di "Tagadà" su La7, vediamo le parti principali di quello che ha detto.

L'aneddoto di Bertinotti su Scalfaro e il risotto durante le Consultazioni al Quirinale

Bertinotti ha esordito rivelando una curiosità riguardo alle Consultazioni al Quirinale a cui ha partecipato in passato: "Spesso durante questo incontro mescolano le cose dette ufficialmente, che poi vengono riferite all'esterno, e quelle dette riservatamente anche in modo amicale: il presidente della Repubblica è così garante da poter dire cose che rimangono lì.

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Poi va visto il rapporto che c'è fra le persone, che magari già si conoscono e si chiedono come sta il familiare o il figlio. Ogni Presidente della Repubblica ha l'eleganza di offrire un caffè. Ricordo una conversazione con Scalfaro in cui ci intrattenemmo con una lunga conversazione riguardo al risotto, fatto da un cuoco di un piccolo paese sul Ticino, che mangiavamo in un posto comune, e lui era molto curioso su questo riso: ci intrattenemmo a lungo, tanto che quando uscimmo tutti pensarono a chissà quale intrigo".

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Bertinotti spiega i motivi delle difficoltà di Lega e M5S a governare insieme

Poi l'ex Presidente della Camera è entrato nel merito dell'attualità politica dicendo: "Credo di avere una posizione poco diffusa. Penso che vi sia altro sotto la coltre della schermaglia su chi fa il Capo del Governo e chi non lo fa, su chi sta alleato con questo o con quello, sono cose che riguardano anche le emozioni e quindi sono importanti.

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M5S Lega Nord

Ma sotto di questo c'è un contrasto di fondo fra i due vincitori, Lega e M5S, che hanno abbattuto un sistema politico. Il tutto mentre il PD e Forza Italia sono in una crisi evidente, foriera di cose ancora più gravi. Lega e M5S sono espressione di due blocchi sociali differenti: l'una è insediata nel nord produttivo in cui c'è attesa di essere liberati da lacci e lacciuoli e dalle tasse, l'altra è espressione di un blocco sociale che non ha lavoro, sta ai margini e richiede ad esempio il reddito di cittadinanza.Questi due blocchi sociali non stanno insieme e non sono compatibili.

Anzi, i due contendenti vorrebbero ognuno avere la vittoria totale, ma questa è possibile solo dopo un'altra contesa elettorale. Quindi, esponendomi al rischio di dire una sciocchezza, prevedo un rapporto inversamente proporzionale fra la durata delle Consultazioni, che saranno lunghe, e quello della durata dell'eventuale Governo, che sarà brevissimo".

Successivamente Bertinotti ha detto: "Il nuovo sistema politico italiano, purtroppo dico io, ha sostituito il vecchio conflitto fra destra e sinistra con un nuovo conflitto fra queste due forze politiche che ora sono i capisaldi della nuova Repubblica.

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La partita politicamente si gioca fra M5S e Lega, che possono anche allearsi, ma è difficilissimo che lo facciano. Mi pare che si vada verso il 'gioco del cerino', se non si fa il Governo nessuno vuol tenerlo in mano ma passarlo, nessuno vuol alzare il livello di rivendicazione al punto che l'altro possa accusarlo di essere intransigente. Inoltre in un Governo fatto da un partito solo il programma è una variabile dipendente perché conto sulla fedeltà dei miei (es.

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nei Comuni), invece in una coalizione questo diventa una miscela esplosiva che somma il fatto di essersi alleati con chi non piace con quello di farsi annacquare il programma".

Infine l'ex sindacalista e leader di Rifondazione Comunista, ha concluso dicendo: "I movimenti fondamentalisti possono praticare la doppiezza e quindi qualcuno può continuare a mantenere la propria propensione all'urlo e alla sgrammaticatura, ma nel momento in cui accede a un ruolo istituzionale assume la loro fisionomia. Il PCI delle origini seppe avere una doppiezza scelta, fra l'essere militante che contestava l'esistente e invece il saper mettere l'abito e il doppio petto, sotto al quale batte il cuore rivoluzionario".

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