Come forse era prevedibile si è conclusa con una fumata nera la prima "tornata" di consultazioni che ha visto nelle ultime 48 ore salire al Colle tutti i leader politici dei gruppi parlamentari.

LA GIORNATA DI IERI

Tutto era iniziata ieri mattina con la salita al colle della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e del presidente della Camera Roberto Fico seguiti poi dai vari leader dei partiti minori, fra questi spiccano ovviamente le parole di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia che da un lato ha aperto ad un esecutivo di centro destra ma da un altro non ha escluso la possibilità di un ritorno alle urne in tempi brevi "Piuttosto che un governicchio come quello Gentiloni preferiamo tornare al voto" ha detto.

Sul discorso di un ritorno alle urne è tornato anche il leader del Carroccio Matteo Salvini che si è limitato a dire che pur non essendo una priorità "è un'ipotesi che non spaventa".

LA GIORNATA DI OGGI

Oggi è poi arrivato il giorno dei partiti maggiori con, nell'ordine, le delegazioni di PD, Forza Italia, lega e Cinque Stelle che sono salite al Quirinale.

LA POSIZIONE DEL PD: "Il risultato delle urne per noi negativo - ha il reggente Dem Maurizio Martina al termine del colloquio con Mattarella – e ovviamente non ci consente di formulare alcuna ipotesi di governo, chi ha vinto le elezioni si faccia carico delle responsabilità di governare il Paese".

LA POSIZIONE DI FI: A parlare e il leader politico Silvio Berlusconi che si è subito detto contrario ad un governo di "Pauperismi e Populismi", aprendo però ovviamente ad un governo di Centrodestra sottolineando l'importanza di chiudere la partita in tempi brevi.

LA POSIZIONE DELLA LEGA: Salvini ha ribadito più volte l'importanza di un governo stabile e duraturo nel tempo, "Faremo di tutto - ha detto - per formare un governo solido che parta ovviamente dalla coalizione del centrodestra che ha vinto le elezioni ma anche dei Cinquestelle", ha poi preso l'impegno di portare avanti incontri con tutti i leader nei prossimi giorni.

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Politica Lega Nord

LA POSIZIONE DEI 5S: Luigi Di Maio ha esordito ricordando che il Movimento è stato il primo partito dopo la tornata elettorale e che quindi non può non essere al centro del nuovo governo, ha poi aperto spiragli verso il dialogo sia con il PD che con la LEGA.

NUOVO APPUNTAMENTO CON LE CONSULTAZIONI

Alla fine di una lunga giornata è poi intervenuto in persona il Presidente Sergio Mattarella che ha ringraziato i giornalisti per il lavoro, i leader politici per la serietà e la disponibilità al dialogo.

Si andrà ora verso un nuovo appuntamento presumibilmente a metà della prossima settimana e dunque questo weekend sarà cruciale per il futuro del paese, Salvini dovrà valutare molto attentamente le proprie mosse cercando si di dialogare con i pentastellati ma anche di non andare a distruggere un'allenza che porterebbe conseguenze nella maggior parte dei governi regionali e in molte città.

Luigi Di Maio avrà davanti due possibili percorsi: dialogare la Lega, mettendo appunto in difficoltà il leader del Carroccio oppure cercare un'apertura al Partito Democratico, senza dimenticare quello che forse sarà l'ostacolo più difficile da superare per il partito di Grillo: convincere i propri elettori che la soluzione per il paese sia un governo con uno dei nemici di sempre.

C'è anche chi prospetta la possibilità di un governo PD + 5Stelle senza ne Renzi ne Di Maio ma quest'ipotesi farebbe sicuramente infuriare la coalizione che ha preso più voti e ha tra le mani la presidenza del ramo storicamente più importante del Senato.

L'altra ipotesi potrebbe essere, quella indicata da Giorgia Meloni, questo significherebbe sciogliere le camere ad inizio maggio, con molti neo eletti sia della Lega che del M5S che perderebbero lo scranno dopo sole poche settimane.

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