Aleksandr Dugin è un noto politologo [VIDEO]e filosofo russo che in passato è stato anche consigliere dell'attuale presidente Vladimir Putin. L'intellettuale è alquanto famoso per la sua forte critica all'ideologia liberale dominante in Occidente e ha scritto diversi libri in cui si espone la sua idea della 'quarta teoria politica', una nuova 'visione del mondo' che trascenda le 'vecchie ideologie' del Novecento come il fascismo, il comunismo e lo stesso liberalismo.

Il politologo: 'Putin è moderato, i russi hanno bisogno di un leader più forte'

Recentemente Dugin ha detto la sua sull'attuale operato [VIDEO] di Putin, giudicandolo 'troppo buono' per gli standard richiesti dalla popolazione. Inoltre, lo stesso filosofo ha sostenuto che i russi ricercano un leader maggiormente forte, ovvero un vero 'Duce'. Andando maggiormente nello specifico, il teorico neo-eurasiatista ha espresso ciò in un'intervista concessa al giornalista e fondatore dell'associazione 'Lombardia-Russia' Gianluca Savoini per il quotidiano Libero e riportata integralmente sul sito web 'dughiniano' Geopolitica(dot)ru.

Il neo-eurasiatismo: teoria rivoluzionaria o nuovo fascismo?

Come già ricordato, Dugin è il fondatore della corrente ideologica nota come 'neo-eurasiatismo'. Tale ideale si basa sul drastico rifiuto della modernità e della post-modernità occidentale e, al contempo, sostiene la riscoperta in 'senso rivoluzionario' dei valori tradizionali e della 'politica di potenza'. Tale ideologia è nata come 'naturale evoluzione' del percorso ideologico di Dugin, passato dalla fase della provocazione 'nazionalbolscevica' con Eduard Limonov allo studio rigoroso dei pensatori della Rivoluzione Conservatrice tedesca degli anni 20 e 30 del XX secolo, nonché a quello di importanti pensatori europei e russi di orientamento tradizionalista.

Proprio tale fatto è considerato da alcuni analisti ed opinionisti come prova che l'ideologia neo-eurasiatista rappresenti una sorta di 'neofascismo russo' del XXI secolo e d'altronde lo stesso pensatore neoeurasiatista ha parlato alcune volte della necessità di costruire un nuovo tipo di 'vero fascismo', lontano dalla concezione razzista e 'compromessa' tipica del Terzo Reich o dell'Italia mussoliniana.

Di diverso parere sono alcuni simpatizzanti del pensiero duginiano, che sostengono che certamente il neoeurasiatismo miri ad una certa 'rivalutazione' del fascismo (così come del comunismo sovietico) ma anche che non sia una 'corrente neofascista' e miri semmai alla rivoluzione fatta nel nome della tradizione.

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