Diversi analisti ed opinionisti avevano sostenuto che la vittoria presidenziale di Donald Trump fosse stata possibile grazie al movimento della cosiddetta 'alt right', la 'destra alternativa' che non si riconosce nelle politiche ufficiali del Partito Repubblicano e della 'classica destra' statunitense.

Su ciò, c'è da dire che spesso con questo termine negli USA si indicano anche 'le nuove leve' del nazionalismo bianco, guidate dal fondatore di 'American Renaissance' Jared Taylor e sopratutto dal giovane giornalista e presidente del 'National Policy Institute' Richard Spencer.

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La critica di Richard Spencer a Trump: 'Si sta comportando come i suoi predecessori'

In un recente articolo pubblicato sul sito web della stessa 'National Policy Institute' e ripreso su Alt Right.com, Spencer ha fortemente criticato il consenso dato da Trump all'attacco missilistico contro la Siria. In tale articolo, Spencer ha scritto che l'attuale presidente statunitense aveva promesso di porre fine agli 'interventi umanitari' fatti dai suoi predecessori ma, in fin dei conti, ora si starebbe comportando in modo simile.

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Il sostegno geopolitico dei nazionalisti bianchi alla Russia di Putin, alla Siria di Assad e all'Iran

La posizione di Richard Spencer risulta alquanto conforme a quella di buona parte dei movimenti nazionalisti bianchi che sono considerati parte del mondo 'alt right'. Difatti, tali nazionalisti bianchi risultano essere contrari al 'dominio militare e geopolitico' di Stati Uniti e Israele e simpatizzano apertamente per la Russia di Putin, l'Iran e la Siria di Bashar Al Assad.

Inoltre, risulta che la stessa maggioranza di tali formazioni sia contraria a qualunque intervento militare occidentale 'neocolonalista' fatto in Medio Oriente o in Africa, in quanto sostengono politicamente i movimenti panarabi e panafricanisti e, allo stesso tempo, ritengono che tali guerre creino quelle 'masse di profughi' che saranno 'riversate' in Europa e negli USA.

D'altronde, è risaputo che da anni vi siano 'simpatie ideologiche' più o meno reciproche tra i 'movimenti identitari' che si rifanno al nazionalismo bianco e a quello nero nonché a quello asiatico e l'obiettivo di questi gruppi sembrerebbe la creazione di un 'nuovo mondo' fondato sulla difesa dell'identitarismo etnico e il rifiuto del 'melting pot' creato dall'attuale globalizzazione.

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