Oggi dovrebbe esserci la conferma ufficiale dell'intesa Politica tra M5S e Lega Nord dopo il via libera dato da Silvio Berlusconi ieri sera, tuttavia il rischio di tornare a votare non è ancora scongiurato. Nonostante gli accordi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non darà subito l'incarico della formazione del Governo, ma vorrà verificare come si comporteranno le varie forze politiche e in particolar modo i Cinque Stelle e Forza Italia. Solamente dopo questo controllo darà l'incarico alla persona che gli verrà indicata.

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La scelta del presidente del Consiglio dei Ministri

L'articolo 92 della Costituzione prevede che il capo dello Stato abbia un ruolo determinante nella scelta del presidente del Consiglio dei Ministri e sarà fondamentale la sua parola nonostante i premier abbiano trattato a lungo per cercare un'intesa. Sergio Mattarella dovrà scegliere anche a chi affidare i vari ministeri e i più caldi sono quelli dell’Economia, degli Interni e degli Esteri.

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Sergio Mattarella dovrà decidere se adottare la linea di Di Maio o quella di Salvini, in base all'articolo 117 della Costituzione riguardo alla potestà delle Regioni, Province e Comuni: la potestà legislativa deve essere esercitata nel rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dagli obblighi internazionali dall'ordinamento comunitario. L'articolo 81 della Costituzione tratta del pareggio di bilancio, e sostiene che lo Stato debba garantire un equilibrio tra le entrate e le spese.

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Politica M5S

Questo sarà un altro argomento caldissimo che il presidente della Repubblica dovrà considerare, soprattutto dopo l'allarme della Banca d'Italia sul debito in crescita, nonostante nei primi tre mesi del 2018 le entrate tributarie siano aumentate del 2,8%.

Meeting di Sergio Mattarella per discutere sul futuro dell’Europa

Il programma della Lega Nord e del M5S andava ben oltre i conti previsti e oggi pomeriggio Sergio Mattarella si troverà a Fiesole, in provincia di Firenze, insieme ad altri capi di Stato per discutere in un meeting dedicato al futuro dell'Europa.

Ieri il presidente ha ricordato la vittoria contro il terrorismo che ha rafforzato l'unità nazionale, la quale deve prevalere su tutte le differenze; con il caso di Aldo Moro si è capito che vi devono essere impegni comuni che richiamino valori costituzionali che non siano divisi dalle posizioni della politica, ma basati sull'interesse comune del Paese. La speranza di tutti i cittadini è di non dover tornare alle urne a luglio, minaccia paventata ieri dal presidente per riuscire a trovare finalmente un accordo tra le varie fazioni politiche.

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