Il presidente della Repubblica non è un notaio. E i partiti devono prendersi le proprie responsabilità. Questo ha detto in sintesi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dietro il ricordo di Luigi Einaudi, in occasione dell’anniversario del giuramento al Quirinale.

Mattarella ha citato le parole dell’ex capo dello Stato: “Le osservazioni che si facevano al governo non avevano mai un’indole critica, ma invece un tono di cordiale collaborazione e di riflessione.

Il presidente poteva essere considerato come un anziano con cose da dire, una persona da ascoltare”.

Mattarella ha anche ricordato che Einaudi mandò indietro due leggi approvate dal Parlamento, perché pensava che potevano provocare aumenti di spesa e non avevano un fondo di sostegno, il che rappresentava una violazione dell'art.81 della Costituzione.

“Einaudi – ha aggiunto il presidente Mattarella – ha sempre cercato di mantenere un’intesa tra il governo e il Parlamento.

E per questo usava gli attributi del suo ruolo. Come fece durante la nomina del premier nell'anno 1953, quando ha ritenuto opportuno non seguire le indicazioni dei parlamentari della Democrazia Cristiana". Con questo ricordo il capo dello Stato ha spiegato quale sarà il cammino che ha scelto di proseguire.

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