Il premier Giuseppe Conte, approdato a Genova dopo il disastro del crollo del viadotto Polcevera, ha definito quanto accaduto il 14 agosto nel capoluogo ligure una vera e propria "emergenza nazionale". In seguito ad un mini-consiglio dei ministri convocato in via straordinaria nella città della Lanterna, si è deciso di proclamare lo stato di emergenza per 12 mesi e lo stanziamento di 5 milioni di euro per gli interventi di stretta urgenza.

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Conte e Toninelli: "Revocare le concessioni"

Il primo ministro ha annunciato la ferma intenzione del governo di avviare tutte le procedure di revoca della concessione alla società Autostrade per l'Italia, sottolineando che il provvedimento verrà portato avanti "a prescindere dall'inchiesta". Giuseppe Conte, infatti, ha precisato: "Non possiamo aspettare i tempi della giustizia".

Sulla stessa lunghezza d'onda le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, il quale ha aggiunto che, oltre al ritiro delle concessioni, si provvederà a multare la società e a chiedere le dimissioni dei dirigenti.

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Inoltre il governo ha deciso di nominare un commissario straordinario per la ricostruzione. Il procuratore capo Francesco Cozzi, nel frattempo, ha confermato che è stato aperto un fascicolo per disastro e omicidio colposo, aggiungendo che "non è stata una fatalità".

Di Maio: "I ponti crollano perché non è stata fatta manutenzione"

Il vicepremier Luigi Di Maio ha puntato il dito contro la società Autostrade per l'Italia, dicendo che: "Il problema del crollo del ponte dipende dal fatto che quando paghiamo un pedaggio immaginiamo che quei soldi siano reinvestiti in manutenzione, invece si dividono gli utili e qui i ponti crollano".

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Matteo Salvini M5S

Inoltre ha aggiunto, con una punta d'orgoglio, che "c'è un governo che non ha mai preso soldi dai Benetton", ribadendo che arriveranno multe di circa 150 milioni di euro.

Dunque, in seguito alla tragedia consumatasi nella mattina del 14 agosto, sembra che ora M5S abbia preso molto seriamente quella che, da un comunicato dei Comitati No Gronda pubblicato sul sito del Movimento nel 2013, era stata definita come "la favoletta dell'imminente crollo del ponte".

In più, i pentastellati hanno lasciato intendere che la responsabilità sulla sottovalutazione dei rischi è legata ai governi del passato, come sottolineato da Di Maio: "Autostrade è stata politicamente coperta dai precedenti governi e dai giornali. Noi non vogliamo fare da palo a chi doveva fare manutenzione e non l'ha fatto".

Meloni e CasaPound: "Nazionalizzare le autostrade"

La leader di Fratelli d'Italia, giorgia meloni, ha annunciato su Twitter che il suo partito: "presenterà una mozione per chiedere al governo maggiore coraggio; la nazionalizzazione della gestione della rete autostradale e la revoca di tutte le concessioni".

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Secondo la Meloni: "È intollerabile che ci siano dei privati che si stiano arricchendo a dismisura su autostrade costruite con soldi pubblici". Un'idea condivisa anche da CasaPound, che sui social ha applaudito Beppe Grillo per essersi schierato a favore della nazionalizzazione delle Autostrade, invitando al contempo i ministri Toninelli, Di Maio e Salvini ad andare fino in fondo, istituendo la tariffa fissa annuale per abbattere i costi e restituire agli italiani le infrastrutture.

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Nel frattempo, anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini - seppur in maniera meno esplicita - sembra essere dello stesso parere, scrivendo su Twitter: "Lo Stato deve tornare a fare lo Stato. È evidente che quella concessione autostradale vada ridiscussa. Non siamo soddisfatti del servizio che ci viene offerto, agiamo di conseguenza". Infine non ha escluso che possano essere ridiscusse anche altre concessioni pubbliche.

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