In occasione del Festival "Mappe del nuovo mondo", organizzato da Il Corsaro presso lo spazio "Angelo Mai" a Roma, nella serata di questo sabato 15 settembre si è svolto un dibattito al quale, fra gli altri, è intervenuto Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, il quale dopo mesi di voci che si rincorrevano in tal senso, ha annunciato pubblicamente la propria disponibilità a candidarsi alle elezioni europee del 2019. Vediamo le parti salienti di ciò che ha detto.

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De Magistris: 'Si può fare, dobbiamo metterci insieme per obbedire alla Costituzione'

Luigi De Magistris ha esordito dicendo: "Al popolo di sinistra oggi un po' depresso voglio dire: si può fare. Noi ce l'abbiamo fatta due volte. Sette anni fa a Napoli il centrosinistra e il centrodestra erano molto forti: io iniziai dicendo e facendo cose di sinistra, non solo affermando di esserlo. Quando ci si trova ad amministrare un territorio, è là che si vede la difficoltà.

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Mi ritrovai 7 anni fa a governare un comune assediato dal debito, dall'emergenza rifiuti (che abbiamo risolto in un mese), lo abbiamo fatto coinvolgendo davvero la gente. Oggi la Camorra non entra negli appalti e non controlla il comune: il vero potere forte è diventata la gente. Io sono uomo di legge e uso il diritto come uno strumento rivoluzionario da connettersi con le masse popolari, non invece come quegli amministratori locali che lo usano come divieti o per fare sgomberi.

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Politica

(...) Anche sotto assedio normativo o con le casse pignorate per un anno, con Regione e Governo contro, è comunque possibile amministrare senza privatizzare un solo servizio. (...) Dobbiamo metterci insieme, altrimenti Napoli rimarrà una roccaforte: a noi non ci prenderanno perché non abbiamo un prezzo, ma la nostra esperienza deve connettersi con molte altre in giro per l'Italia. (...) Prima Renzi, prima ancora Berlusconi, adesso Salvini e Di Maio: tutti quanti vogliono fare tutto al di fuori che attuare la Costituzione nata dalla Resistenza".

Poi il sindaco di Napoli ha aggiunto: "Nel nostro paese ci sono tante persone che stanno dedicando la propria vita al miglioramento della vita dei propri territori. (...) Serve una ribellione popolare, che non è disobbedienza ma è obbedienza alla Costituzione, noi abbiamo il dovere di farlo: noi non siamo sovversivi, semmai gli eversivi sono quelli che addormentano le coscienze e applicano le norme, andando contro alla Costituzione.

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Ad esempio coloro che fanno gli sgomberi. (...) La nostra idea di autonomia non è quella della Lega che per anni diceva prima il nord e ora dice prima gli italiani, noi vogliamo un'Italia coesa che valorizza le autonomie e costruire ponti di solidarietà".

De Magistris: 'Disposto a candidarmi in una coalizione civica per costruire l'Europa della giustizia sociale e dei diritti'

Infine De Magistris ha parlato per la prima volta pubblicamente della propria disponibilità a candidarsi alle elezioni europee: "Vedendo tutto quello che sta facendo la peggiore destra europea, da cittadini abbiamo avvertito il dovere di impegnarci a livello più elevato.

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Stiamo formando un movimento, una squadra e ci stiamo connettendo con tante altre esperienze. Io ci sarò se ci saranno le condizioni, non voglio fare un suicidio politico: noi non siamo "perdenti a prescindere" e tale figura la riveste chi si presenta in coalizione assieme a persone che sono la causa del Governo Salvini-Di Maio. La mia faccia a fianco di questi non ci sarà. Noi dobbiamo essere orizzontali ma con persone assolutamente credibili. Altro aspetto fondamentale è l'unità: non possiamo permetterci di presentarci divisi come successo in passato. Valuteremo nei prossimi 30-40 giorni se sarà possibile farlo davvero. Inoltre dobbiamo evitare la fotografia che ci faranno. Noi vogliamo l'attuazione della Costituzione, la questione morale e la difesa dei beni comuni. Non possiamo parlare solo alla sinistra, ma dobbiamo costruire una grande coalizione civica, un fronte popolare nazionale, o come la vorremo chiamare, per parlare a mondi molto più ampi, non diamoci confini. Noi a Napoli abbiamo fatto cose più a sinistra d'italia, ma non ho quasi mai usato la parola "sinistra" e infatti ho convinto molta gente che mai era stata di sinistra a sostenermi. E allora non ci autolimitiamo: facciamo una coalizione in cui dentro ci stanno persone che hanno fatto lotte e battaglie, ma che non vogliono sentirsi etichettare. Se avremo la capacità di mettere tutto questo, con un appello che nasce dal basso, coi movimenti, le associazioni e i militanti politici più credibili, con persone che non hanno mai tradito, in tal caso siamo disponibili a metterci la faccia e a candidarci. Vogliamo stare in prima linea con una coalizione che possa entusiasmare e far sognare. Io comunque, anche se mi candiderò, lo farò per mettermi a capo con altri e per metterci la faccia, ma se verrò eletto non andrei in Europa e lascerei il posto a chi sta dietro di me: rimarrei a fare il sindaco di Napoli per non tradire la mia città. Lo faccio sapendo che ho tutto da perdere: questa è un'operazione che se va male, può farci pagare un prezzo molto alto. Sono però convinto che le nostre città avrebbero tutto da guadagnare da una proposta del genere. Nell'Europa del liberismo, delle tecnocrazie, dei Macron, delle Merkel, dei Salvini, degli Orban e dei fascismi, noi vogliamo invece costruire l'Europa della giustizia sociale, dei diritti, dell'uguaglianza e delle libertà, per rafforzare le nostre battaglie sui territori".

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