Intervenuto ieri sera a Piazza Pulita, programma in onda su La7, l'economista Giulio Sapelli ha fatto il punto della situazione sui rapporti conflittuali del nostro Governo con la Commissione Europea, soffermandosi in particolare sullo stato di salute dell'Italia e sulle prossime mosse da intraprendere per rimettersi in cammino. A proposito di Mario Draghi, Sapelli ha dichiarato: "Dunque, egli non è affatto il diavolo. E' stato imposto dagli americani alla testa della BCE per fare una Politica di quantitative easing.

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Ma ciò che più conta in questo momento è che bisogna abbassare i toni. Lo spread è una cosa puramente convenzionale, sarebbe molto più utile misurare il tasso di investimenti che c'è in Germania e in Italia. E allora sì che quello spread avrebbe un certo significato. Per abbassare lo spread, ci sono degli strumenti tecnici e Mario Draghi li conosce benissimo. Rimane il fatto che Mario Draghi continui a fare troppe dichiarazioni e le fa soprattutto a borse aperte. Egli dovrebbe tacere. I banchieri un tempo tacevano e parlano al massimo una volta all'anno. Questa è la cosa fondamentale".

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Sapelli: "Ci vuole stabilità politica per abbassare lo spread"

L'ex docente universitario di Storia Economica alla Statale di Milano ha proseguito, affermando: "Il modo migliore per abbassare lo spread è la stabilità politica e l'Italia è l'unico Paese che ha una certa stabilità politica rispetto agli altri Paesi europei. I giornali italiani dovrebbero evitare di terrorizzare le persone. C'è modo e modo di parlare di economia. Si crea così troppo allarmismo.

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I giornali degli altri Paesi europei, tipo Le Monde o El Pais, non sono diretti dalla borghesia 'vendedora' di questo Paese che tifa per la troika e per il default".

Per quanto concerne il rapporto debito/PIL italiano, Sapelli ha spiegato: "JP Morgan considera il debito pubblico italiano solvibile. Noi abbiamo ancora l'avanzo primario, noi abbiamo le famiglie italiane che sono proprietarie di case e il debito delle famiglie non esiste in Italia. Abbiamo la povertà, creata dall'ordoliberismo e dalla politica dell'austerità.

Gli investitori ci saranno e non saranno quelli stranieri, ma quelli normali che valutano considerando il lungo periodo. Essi sanno benissimo che l'Italia non farà la fine della Grecia. L'interesse dell'euro e dell'Europa è di aiutare l'Italia in questo periodo difficile e di farla risorgere e camminare. Come diceva Gioacchino Volpe, l'Italia è in cammino".

"Gli italiani devono andare a parlare con gli investitori e in particolare coi tedeschi. Per certi versi, lì è la causa del male europeo, con l'ordoliberismo e la deflazione.

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Ma la Germania è l'unica che ci può salvare se interviene e capisce ragionevolmente. Io penso che Angela Merkel sia un interlocutore con cui bisogna assolutamente parlarci", ha concluso l'economista Giulio Sapelli.

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