'Vogliono soltanto distruggerci': con queste parole, il sindaco di Riace Mimmo Lucano, agli arresti domiciliari, commenta la circolare che, sostanzialmente, pone fine al cosiddetto 'modello Riace', da lui inventato e portato avanti testardamente, anche attraverso la disobbedienza civile. Un modo molto chiaro per sostenere il carattere politico di una decisione che, invece, dal Viminale dicono non essere assolutamente collegata ai giudizi negativi espressi in passato da Matteo Salvini come leader della Lega. Si tratta soltanto, sempre secondo il Viminale, della 'rigorosa applicazione di criteri amministrativi'.

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Modello Riace: riscontrate 34 irregolarità più o meno gravi

La decisione di chiudere tutti i centri di Riace e trasferire i migranti è giunta nel pomeriggio di ieri e si è subito tramutata in un caso politico, a causa dei frequenti scontri passati tra il sindaco Lucano e Salvini. In realtà, è innegabile che la circolare fornisca un lungo elenco di violazioni della legge, 34 in tutto, come giustificazione alla decisione finale che, specifica Salvini, dovrà essere di esempio per il futuro.

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Le violazioni in questione sono molto diverse tra loro per tipologia e gravità: si contesta ad esempio la mancata rendicontazione di fondi, ma anche il fatto che i soggetti ammessi a godere dei servizi non ne avessero diritto, o ancora che i fondi venissero impiegati per finalità diverse da quelle indicate nelle domande di contributo. E' comunque da notare, tornando al versante politico della vicenda, che lo stesso sindaco di Riace non ha mai nascosto di muoversi ai confini (e forse a volte oltre) della legalità, praticando la disobbedienza civile contro norme di legge che riteneva ingiuste.

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Politica Matteo Salvini

Modello Riace: solidarietà da Mario Oliverio

'Chi sbaglia, paga' è il lapidario commento finale del ministro dell'Interno e vicepremier Salvini. In difesa di Mimmo Lucano, tuttavia, si sono levate in questi giorni molte voci importanti, tra cui quella del giornalista e scrittore Roberto Saviano. Ora, neanche una settimana dopo l'imponente manifestazione di sostegno che ha attraversato Riace, arriva anche una significativa presa di posizione Politica: quella di Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria, che definisce 'ingiustificata ed assurda' la decisione del Viminale, augurandosi che non si tratti di un pretesto per cancellare un modello di accoglienza largamente apprezzato anche a livello internazionale.

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