Matteo Salvini vuole che i negozi etnici chiudano presto e che tengano abbassata la serata dopo le 21. Ad annunciarlo è lui stesso attraverso una diretta Facebook girata sul tetto del Viminale e pubblicata sul suo profilo. Un consueto dialogo che il vice premier ha intrattenuto con i suoi followers raccontando quanto c'è in cantiere nel suo programma. La notizia è, per l'appunto, che nel decreto sicurezza ed immigrazione verrà inserito un emendamento in cui sarà richiesto ad alcuni esercizi commerciali a tema etnico di abbassare le serrande molto presto per evitare che, parole sue, possano diventare "ritrovo di ubriaconi, spacciatori, casinisti".

Un concetto e termini che, con buona probabilità, faranno molto discutere.

Salvini parla dopo 133 giorni di Governo

La scelta di parlare dal tetto di un Ministero risulta singolare, almeno quanto i concetti espressi. Salvini cita la sua esperienza di cittadino che vive vicino ad un negozietto etnico "come ce l'ho io vicino, ce l'avete anche voi". A quel punto il Ministro dell'Interno si tuffa nella narrazione di ciò che avverrebbe in questi posti: "dove c'è gente che beve birra, whiskey fino alle tre del mattino.

Un luogo dove pisciano e cagano sul cancello della porta di casa, non è educato". Il leader della Lega ci ha tenuto a sottolineare che non si tratta di una misura che vuole penalizzare i negozi stranieri, ma semplicemente una necessità dettata dalla voglia di limitare abusi e irregolarità". Secondo Salvini i negozi gestiti da stranieri rappresenterebbero lo scenario in cui, con maggiore frequenza, si viene a creare un qualcosa che lui stesso definisce "ricettacolo di gente che fa casino".

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Matteo Salvini M5S

Salvini chiede un contributo anche al calcio

Il calcio italiano rappresenta un fenomeno sociale di enorme rilevanza e Matteo Salvini lo sa bene. In pochi dimenticheranno quando al giuramento del Governo si presentò con un bracciale che richiamava la sua fede milanista. Tuttavia prevede di chiedere alle società di calcio un contributo affinché per gli eventi calcistici una parte dei loro incassi sia destinata alla gestione dell'ordine pubblico, oggi totalmente a carico dello Stato, con l'eccezione degli steward presenti all'interno degli impianti.

"Non è giusto che siano gli italiani a pagare" sottolinea il Ministro, e racconta come la percentuale richiesta potrebbe oscillare tra il 5 ed il 10%. Una domenica calcistica, infatti, richiede un grande impegno di uomini delle Forze dell'Ordine che comporta un dispendio importante di risorse umane.

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