Il leader della Lega, Matteo Salvini, continua a rilasciare dichiarazioni circa gli accadimenti di venerdì, quando un furgone della Gendarmerie aveva lasciato due migranti, probabilmente di origine africana, in una zona boschiva del Torinese vicino al confine. Sarebbe stata però annotata la targa dopo che il mezzo è tornato oltreconfine. Al momento sono in corso le indagini.

Il ministro dell'Interno, rispetto a quanto accaduto e alle continue affermazioni da parte della Francia, parla di "vergogna internazionale" precisando di non voler accettare scuse da parte del presidente francese, Emmanuel Macron, soprattutto a seguito di altri episodi di sconfinamento emersi in questi giorni.

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Matteo Salvini rimane fermo della sua posizione e ha chiesto che gli siano comunicati nell'immediato le identità degli immigrati lasciati nel bosco. Ha inoltre augurato, in modo provocatorio, che il nuovo ministro dell'Interno francese, Castaner, possa controllare meglio i suoi uomini, dichiarando: "Faccio gli auguri di buon lavoro al nuovo ministro dell'Interno francese, Castaner, con l'auspicio che possa controllare i suoi uomini meglio di quanto abbiano fatto i suoi predecessori".

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Inchiesta di Torino su tre presunti sconfinamenti

Intanto sono emersi ulteriori episodi di sospetto sconfinamento in territorio italiano da parte delle forze dell'ordine francesi. A questo proposito, sono stati aperti 3 fascicoli d'inchiesta; la procura di Torino sta indagando su altri tre casi di sconfinamento. Il primo avvenuto lo scorso 2 agosto quando dei militari "verosimilmente francesi" avrebbero fermato due cittadini che passeggiavano, chiedendo loro i documenti e intimati di non riferire a nessuno di aver visto due uomini armati.

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Cronaca Nera Politica

Ulteriore episodio di sconfinamento risalirebbe a marzo, a Bardonecchia, in alta Val di Susa; infine, a dicembre del 2017 si presentò un episodio analogo: un pulmino bianco con uomini in divisa scarica davanti alla stazione di Bardonecchia, due extracomunitari, un uomo e una donna. Secondo il documentarista, Luigi D'Alife, che diffuse il video su Facebook, questi sarebbero episodi frequenti.

A parlare è anche Amnesty International, organizzazione non governativa internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani, che denuncia "violazioni sistematiche" dei diritti di rifugiati e migranti al confine franco-italiano.

A seguito dei casi Bardonecchia e Clavière interviene anche l'Amnesty che in un documento pubblicato sul suo sito internet scrive:"Il Governo francese [VIDEO] la smetta di fare orecchie da mercante". Amnesty, intervenuta nel caso [VIDEO], ha parlato di violazioni sistematiche, citando anche “controlli discriminanti, inseguimenti in montagna, minacce o insulti, ostacoli alla registrazione delle richieste d’asilo, assenza di interpreti”.

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L' Ong, in un lungo comunicato, accusa di comportamenti inaccettabili in uno Stato di diritto.

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