Un giudizio atteso da tempo quello degli ispettori del Fondo Monetario Internazionale, anche questa volta il giudizio di un ente terzo sulla manovra economica del Governo del Cambiamento è stato parzialmente positivo. Infatti dai tecnici di Washington è pervenuta una bocciatura totale nei confronti della riforma delle pensioni, si legge nel comunicato pubblicato dall'FMI: "La Riforma Fornero ha contenuto la spesa nel lungo periodo" e che questa manovra "peserà sui più giovani", e non è detto che i numerosi pensionamenti causeranno il tanto sperati aumenti dei posti di lavoro.

Invece promosso con riserva il reddito di cittadinanza, che è uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, "purchè non spinga le persone ad abbandonare il lavoro".

Il comunicato

Nel comunicato il Fondo Monetario internazionale ricorda che se si vuole invertire la rotta e far ripartire il paese sono necessarie riforme strutturali mirate a mantenere i conti in ordine, inoltre queste riforme porterebbero ad una stabilità del sistema bancario che a sua volta causerebbe una riduzione del rischio, una maggiore fiducia da parte degli investitori verso l'Italia e rafforzerebbe la resistenza del Belpaese di fronte ad un'eventuale crisi economica.

Stime di crescita

Rispedite al mittente anche le stime governative sul PIL che mostravano una crescita che avrebbe raggiunto l'1.5%, infatti secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, la crescita del nostro paese nei prossimi anni non dovrebbe superare l'1%. Non è tardata ad arrivare la risposta del Ministro dell'Economia Giovanni Tria, che è intervenuto ricordando come le previsioni di crescita economica del Governo non siano negoziabili.

Rischio recessione

Infine nel documento, il Fondo Monetario Internazionale mette in guardia il nostro paese dal rischio recessione.

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Infatti secondo gli ispettori il debito pubblico potrebbe attestarsi intorno al 130% nel prossimo triennio, questa situazione è alquanto pericolosa poichè si rischierebbe che al minimo scossone economico il debito potrebbe aumentare comportando che il nostro paese sia costretto ad un consolidamento di bilancio di bilancio maggiore per fronteggiare il conseguente indebolimento dell'economia.

Questa situazione porterebbe dal rallentamento economico in cui l'Italia è intrappolata da anni in una situazione di recessione e di conseguenza ad una crisi economica.

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