Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica ha suscitato consensi unanimi tra tutte le forze politiche e nelle istituzioni. Questa frase di circostanza è stata ripetuta fino alla noia in queste ultime ore, successive all’apparizione televisiva del 31 dicembre di Sergio Mattarella. Un messaggio alla nazione che, almeno in apparenza, non ha scontentato nessuno, con le forze politiche di maggioranza e opposizione impegnate a tirarlo per la giacchetta e ad incensarlo di lodi interessate e partigiane.

Non tutti, però, la pensano così. A serbare un giudizio negativo sul tradizionale Mattarella show di fine anno sono Marco Travaglio e Vittorio Feltri, rispettivamente direttori di Fatto Quotidiano e Libero, due giornali agli antipodi su quasi tutto, ma accomunati stavolta dal disprezzo intellettuale per le parole dell’inquilino del Colle.

L’editoriale di Marco Travaglio contro Sergio Mattarella

Marco Travaglio usa la sua consueta arma di una ironia tagliente per esprimere il suo giudizio sul discorso di fine anno pronunciato da Sergio Mattarella.

Scrive il direttore del Fatto che nelle “segrete stanze” del potere circolerebbe il “fantasma” di una ennesima e “proditoria congiura” contro il capo dello Stato. Il riferimento è a quanto scritto nelle ore immediatamente precedenti al fatidico discorso da quelli che vengono definiti i “giornaloni”. Repubblica, Corriere, Stampa e Messaggero, infatti, ben prima di conoscere il contenuto del messaggio di Mattarella, “avevano preannunciato durissime reprimende contro i golpisti gialloverdi”.

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Politica

Scrive Travaglio che addirittura ci si era spinti a scrivere (La Stampa ndr) che l’inquilino del Colle avrebbe imposto qualche giorno di “esercizio provvisorio” al parlamento al fine di consentire la discussione sulla manovra economica. Data per certa dai giornaloni anche una reprimenda presidenziale in favore dell’unità nazionale e contro il federalismo. Attenzione puntata anche sul fondamentale rapporto dell’Italia con l’Europa.

Il fatto è, scrive Marco Travaglio, che “chiunque sia rimasto sveglio durante i 14 minuti del discorso”, non ha ascoltato nessun attacco diretto al governo M5S-Lega. Messaggio mattarelliano manipolato dunque? Chiosa sarcastico Travaglio.

L’opinione di Vittorio Feltri

Se Marco Travaglio non ci è andato giù troppo pesante nei confronti di Sergio Mattarella, ci ha pensato Vittorio Feltri su Libero a usare di più il bastone.

Feltri comincia con l’affermare di aver ascoltato circa una sessantina di discorsi presidenziali di fine anno, senza riuscire a ricordarne uno “originale”. Insomma, a parte forse Francesco Cossiga, si è trattato sempre dei “soliti pistolotti improntati alla retorica più vieta”. Come nel caso di Mattarella, il cui risultato l’altra sera è stato “mediocre” e quindi “allineato a quello dei suoi predecessori”.

Feltri dice di stimare l’uomo Mattarella, di cui loda la capacità di gestire il “baraccone” italiano. Ma gli imputa comunque il fatto di aver utilizzato espressioni scontate, come quelle sulla pace nel mondo, oppure lo critica per “l’elogio dei no profit”. Una sorta di papa laico, insomma. Ma secondo Feltri il suo discorso conteneva comunque troppi “luoghi comuni” e, soprattutto, non era rivolto contro il governo gialloverde, accusato di “dilettantismo”, “incapacità” e di essere formato da “pasticcioni” e “scappati di casa”.

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