Il giornalista del quotidiano Le Monde, Marc Semo, alla domanda circa il rapporto di forza tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, crede che "il governo cadrà primo o dopo le elezioni europee, in quanto il leader della Lega mira al voto anticipato per affermarsi come la prima forza politica del Paese e prendere l'egemonia su tutta la destra italiana".

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Mentre Di Maio, il leader del movimento che ha preso vita dal comico Beppe Grillo e che non appoggia la destra né la sinistra, ha difficoltà nel trovare dei partner ed è in questo impasse che risiede la ragione per la quale ha incontrato i gilet gialli.

La reazione dell'Italia

Nel Belpaese non sono mancate reazioni alla crisi diplomatica che contrappone due degli Stati fondatori dell'Unione Europea.

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A partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - che ha espresso grande preoccupazione per questo clima teso che non accenna a rasserenarsi e ha invitato, per tal ragione, il governo Conte ad avviare rapidamente un iter per rinsaldare i rapporti con i cugini d'Oltralpe - molti sono i personaggi politici che talvolta appoggiano e talvolta condannano l'operato dei due vicepremier.

Secondo Semo, al di là della bufera sulla legge di bilancio, al di là della confusione sul reddito di cittadinanza e su quota 100, prescindendo anche dai pareri negativi circa il precariato del lavoro ravvisabile in quel "Decreto dignità" che rappresenta uno dei punti cardine della politica di Di Maio e del grave stato di recessione economica in cui vive attualmente il Paese, il governo gialloverde sta facendo dell'Italia una nazione isolata su tutti i fronti.

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Matteo Salvini M5S

Una parte fondamentale dell'Unione Europea, quale è appunto la penisola italiana, in questo casus belli, sarebbe destinata alla sconfitta, in quanto sottovaluta l'importanza e il primato del mercato francese.

Cosa si pensa in Francia

Sul quotidiano Le Monde il giornalista Marc Semo risponde alle domande dei francesi e affronta le tematiche più svariate, ma tutte riconducibili in egual misura allo scontro Roma-Parigi.

Semo ritiene che il richiamo dell'amabasciatore a Roma Christian Masset non sia suscettibile di gravi conseguenze, dal momento che si tratta di una misura temporanea. "Qualche settimana", puntualizza il giornalista. Ma questa infinita escalation verbale potrebbe essere il mezzo di cui il governo si serve per catalizzare l'attenzione del popolo italiano, quello che deciderà, in un certo qual modo, il destino dell'Unione Europea alle prossime elezioni di maggio.

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Provocazioni, oltraggi e ingerenze che "si spiegano evidentemente - continua Marc Semo - tenendo conto sia del voto quasi imminente sia delle rivalità interne alla stessa maggioranza".

Dai vari sondaggi effettuati emerge che la Lega di Salvini risulta la preferita con il 34% dei voti, mentre il Movimento Cinque Stelle di Di Maio è in calo rispetto alle preferenze che aveva registrato in occasione delle elezioni dello scorso 4 marzo.

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Una maggioranza che presenta compattezza, secondo Semo, soltanto nel condannare Emmanuel Macron, definendolo un "très mauvais président", nell'accusare la Francia di colonialismo in Africa (il famoso franco Cfa) che crea esodi verso le coste italiane.

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