giorgia meloni è fermamente convinta che il futuro del centrodestra italiano si deciderà alle prossime elezioni Europee del 26 maggio. Per questo motivo la campagna elettorale, iniziata per la verità già da qualche tempo, per lei si gioca su due fronti: quello interno rappresentato dall’alleanza con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, e quello esterno che riguarda la concezione della nuova Europa da parte del suo partito Fd’I.

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Dopo giorni di schermaglie mediatiche tra la politica romana e i berlusconiani, dovute al fatto che la Meloni continua a ripetere di voler superare FI e diventare la “seconda gamba di un centrodestra rinnovato”, il vice di Berlusconi, Antonio tajani, è sbottato, arrivando persino a offendere la pasionaria della Garbatella. Lei, però, imperterrita, ospite ieri di Dritto e Rovescio su Rete 4, ha ribadito che le Europee saranno anche una “competizione” interna al centrodestra.

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Giorgia Meloni attacca FI: ‘Ha una posizione conservativa, elezioni Europee saranno una competizione’

Lo scontro tra Giorgia Meloni e gli esponenti di Forza Italia, Antonio Tajani in testa, è in corso da giorni, ma la leader di Fd’I non recede di un millimetro dalle sue posizioni: le elezioni Europee del 26 maggio saranno una “competizione” da giocare nel centrodestra su due idee di Europa totalmente agli antipodi.

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Silvio Berlusconi

“Io in Europa ci vado a dire basta a una Ue che pensa che l’Italia sia una specie di colonia dei francesi o dei tedeschi - sottolinea la Meloni, ospite del nuovo talk show condotto da Paolo Del Debbio - Basta a una Europa che decide tutto sulla pelle dei diritti dei cittadini per fare gli interessi di una serie di burocrati o di speculatori finanziari.

Voglio un’Europa diversa - prosegue nella sua invettiva sovranista - che non vuol dire uscire dall’Unione Europea, significa una confederazione in cui gli Stati mantengono una loro sovranità e decidono per i diritti dei loro popoli.

Poi si mettono insieme le varie materie. Forza Italia ha una posizione diversa, più conservativa diciamo rispetto all’attuale sistema dell’Ue. E quindi va sostanzialmente a dire ‘vabbè, lasciamo le cose come sono’. Gli italiani il 26 maggio possono decidere qual è questo modello di Europa che gli piace di più e quale è anche il modello di centrodestra per il futuro. Queste elezioni sono una competizione, leale, ma sono una competizione”.

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La previsione di Tajani: Lega e Fd’I saranno marginali, la Meloni non sa dove stia di casa l’Europa’

Insomma, parole inequivocabili, quelle di Giorgia Meloni, che mal celano la speranza che il vecchio Berlusconi sparisca presto dalla scena politica lasciando spazio ai sovranisti come lei e Salvini. Non la pensa così, ovviamente, Antonio Tajani, eterno delfino di Arcore e attuale presidente del Parlamento europeo.

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Piccato per le continue minacce della Meloni di voler dare vita ad un “centrodestra rinnovato”, ovvero senza l’ingombrante presenza di Silvio Berlusconi, visto che “con la Lega ci sono più affinità che con FI”, Tajani ha così apostrofato la sua concittadina: “Lega e Fdi saranno marginali. La Meloni è molto agitata perché non sa se arriverà al 4%. Noi prenderemo 3 o 4 volte i voti di Fdi. Non ci faremo intimidire dagli insulti di una giovane signora che non sa nemmeno dove stia di casa l'Europa”.

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