Da diversi mesi al timone dell'Italia c'è un Governo formato da Lega e Movimento Cinque Stelle. La profonda eterogeneità tra le forze politiche fa sì che ogni soffiata di vento possa diventare una raffica in grado di minare alla stabilità di un esecutivo che si regge su un "contratto" e che per molti opinionisti è destinato a cadere ben prima della fine della legislatura, limite auspicato, almeno a parole, da Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Particolarmente stuzzicanti, in tal senso, sembrano essere le parole di Gianluigi Paragone, parlamentare del Movimento Cinque Stelle, che invita i grillini a fare mea culpa e lancia frecciate, neanche troppo velate, nei confronti della Lega.

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Paragone sottolinea i risultati in Basilicata

In molti, tra cui Bruno Vespa, ritengono che le elezioni europee potrebbero essere il capolinea del viaggio dell'attuale Governo, in virtù di un trend che vede la Lega crescere sempre di più e il Movimento Cinque Stelle segnare il passo e perdere consensi. Analizzando quanto avvenuto in Basilicata alle ultime elezioni regionali, Paragone evidenzia come il suo partito sia la prima forza politica della Regione, considerato che, come di consueto, non conta su alcuna coalizione e viaggia unicamente con le proprie forze.

Un successo parziale, secondo Paragone, con una nuova sconfitta per il Pd, protagonista di candidature, secondo lui, discutibili come quella di Pittella. Messo davanti il risultato, non ha avuto remore nel fare un po' di autocritica. "Per vincere il M5S - tuona - deve tornare ad essere cazzuto. Dal tema delle banche al tema dell'ambiente dobbiamo prendere delle decisioni importanti". Il senatore non ha timore di parlare anche di promesse disattese: "A Taranto non dobbiamo far finta che le cose non stiano andando come avevamo detto in campagna elettorale. Vengo dal Veneto e lì c'è ancora una platea di risparmiatori che aspettano ancora i decreti attuativi".

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Attacco frontale alla Lega

Paragone risulta particolarmente critico nei confronti della Lega, non lesinando un attacco piuttosto forte nei confronti della forza politica guidata da Matteo Salvini. "L'ho detto mille volte. La Lega è il partito più di sistema che c'è nel Governo. Noi non lo siamo, loro lo sono". Poi fa anche un nome in particolare: "Giorgetti è uomo del sistema. Noi, per fortuna, non abbiamo questo tipo di relazioni. Dobbiamo tornare ad essere potenti in questa fase di slancio".