Matteo Salvini torna a parlare del Ministro Tria e, soprattutto, di Europa. Lo fa nel suo intervento al forum di Confommercio ed usa toni che, ancora una volta, non sono morbidi. Motivo dell'assalto frontale del vicepremier è la mancata esecutività, ad oggi, relativa ad un provvedimento contenuto all'interno della manovra finanziaria e che avrebbe dovuto portare nelle tasche di alcuni risparmiatori truffati delle banche un significativo rimborso. Un ritardo che per Matteo Salvini è 'inaccettabile' al punto da scagliarsi letteralmente contro il leader del Mef e, tanto per cambiare, contro l'Unione Europea, ancora una voltata portata ad esempio come 'icona di inutile burocrazia'.

Pubblicità

Tria è già finito in discussione

La primaria idea di governo Lega-Movimento Cinque Stelle aveva come candidato titolare al dicastero dell'Economia il professor Savona. Una prospettiva, di fatto, annullata dal "niet" di Mattarella che riteneva quella scelta un segnale di eccessivo anti-europeismo che i mercati avrebbero percepito. Al secondo tentativo, invece, si scelse Giovanni Tria che, soprattutto sul finire del 2018, ha rivestito un ruolo chiave nelle trattative che hanno portato all'approvazione della finanziaria dopo la mediazione con l'Unione Europea.

Il suo ruolo quasi di conciliatore tra Bruxelles e le irremovibili posizioni dell'esecutivo ispirato da Salvini e Di Maio lo avevano addirittura posto, almeno per i media, sulla graticola per le sue presunte posizioni troppo favorevoli alle opinioni della Commissione Europea. Adesso, per l'appunto, sembra essere tornati indietro di qualche mese, sebbene, come detto, lo sfogo riguardi unicamente uno dei provvedimenti che il leader della Lega vorrebbe operativo al più presto possibile.

Salvini: 'I risparmiatori non possono aspettare tempi e dubbi dell'Europa'

I risparmiatori in questione sono quelli che facevano riferimento agli istituti bancari Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti.

Pubblicità

I rimborsi sono già previsti, ma Salvini si è detto, per usare un eufemismo, stufo delle tempistiche, anche perché i ritardi dipenderebbero da Bruxelles. "Al Mef - tuona Salvini - stanno aspettando la risposta dell'Europa, mi sono rotto le p.... e oggi lo dirò allo stesso ministro dell'Economia, perché i risparmiatori non possono aspettare tempi e dubbi dell'Europa". A ciò si aggiunge la tirata d'orecchie al ministro Tria, che, secondo il vicepremier, dovrebbe firmare il decreto.