La Tav è una questione spinosa, per entrambi gli schieramenti. Da sempre i 5 Stelle sono stati contrari alla Tav, e ora che sono al governo di certo non vogliono essere proprio loro ad approvarla. La Lega, invece, ha sempre ribadito di voler concludere l'opera, semplicemente perché costa meno terminarla che interromperla. Ora il governo è in bilico, entro domani una decisione deve essere presa e ancora non si è trovato nessun accordo.

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Tav, governo forse al punto di rottura

Il premier Conte cerca, nel mezzo, di trovare un accordo tra i due schieramenti. Le distanze tra i due partiti sul tema Tav sono troppo ampie però, tanto che Salvini starebbe perdendo la pazienza. "Non voglio rompere con i grillini, ma non posso neppure intestarmi un No alla Tav che porterebbe la perdita dei fondi europei e anche un maxi risarcimento danni a nostra spese: se vogliono se l'assumano loro", avrebbe dichiarato ieri secondo Repubblica.

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Salvini dice di non essere arrivati ad una crisi vera e propria, ma la situazione è al limite, il vicepremier leghista sostiene che Di Maio non sia in grado di "tenere in piedi la sua baracca". Secondo quando rivelato da Repubblica, poi, Salvini, ieri sera, avrebbe riunito i suoi fedelissimi insieme ad alcuni ingegneri e professori: vuole essere preparato sul tema Tav. Il ministro dell'Interno è convinto che farla costerebbe meno che interromperla, inoltre un no dell'Italia potrebbe portare l'Europa a ritirare 800 milioni di euro già stanziati per noi.

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Politica Matteo Salvini

Se il nostro Paese decidesse di abbandonare il progetto, infatti, violerebbe secondo alcuni due trattati che sono stati firmati nel 2013 e, secondo alcune voci, la Commissione Europea avrebbe già una lettera pronta da inviarci.

Lunedì, tra l'altro, dovrebbe anche arrivare il via libera ai bandi per gli appalti e, se il M5S avesse intenzione di bloccarli, dovrebbe ottenere un voto dal Consiglio dei ministri dove è presente anche la Lega, costringendola così a votare contro e a venire allo scoperto.

Le vie d'uscita

Le vie d'uscita da questo impasse sono appena due: la prima è quella parlamentare, la seconda un referendum. Nel primo caso i 5 Stelle dovrebbero proporre al parlamento le modifiche ai trattati sulla Tav, in questo caso però la sconfitta è certa, perché la maggior parte dei parlamentari è a favore dell'opera così com'è. Nel secondo caso, invece, la via d'uscita potrebbe essere proporre un referendum in Piemonte dove saranno i cittadini direttamente a scegliere se volere la Tav o meno, anche se la consultazione non avrebbe alcun valore vincolante.

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