Ultimamente il bersaglio preferito di Marco Travaglio è diventato Matteo Salvini, il leader della Lega che racchiude in sé, secondo il direttore del Fatto Quotidiano, tutte le peggiori caratteristiche che un politico non dovrebbe possedere. Salvini secondo solo al ‘vecchio amore’ di Travaglio Silvio Berlusconi dunque? Parrebbe proprio di sì, anche se il giornalista di scuola montanelliana continua comunque a dedicare ampio spazio all’altra sua bestia nera oltre al Cavaliere: il Pd.

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Nel suo ultimo editoriale, infatti, la sua penna intinta nel curaro si lancia in una sperticata critica dell’intera attuale classe dirigente Dem. Da Matteo Renzi a Maria Elena Boschi, passando per Carlo Calenda e Sergio Chiamparino, senza dimenticare il trio dei candidati alle primarie del 3 marzo Zingaretti-Martina-Giachetti, nessuno al Nazareno si salva dagli strali del Travaglio furioso.

Calenda uno dei ‘migliori supporter’ del M5S, Renzi ‘campa di rancore a colazione’

La spietata disamina di Marco Travaglio del materiale umano su cui può contare attualmente il Pd ai suoi vertici, parte dal nome di Carlo Calenda, l’ex ministro del governo Gentiloni che ha preso la tessera del partito solo dopo la sconfitta del 4 marzo 2018 e che, ultimamente, ha proposto, anche se nessuno se ne è accorto, la fondazione di una lista unitaria del centrosinistra per le elezioni Europee.

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Travaglio lo considera uno dei “migliori supporter” del M5S a causa dei messaggi subliminali che involontariamente starebbe inviando agli elettori: ‘Non vorrete mica vedere uno come me al governo”. Non è certo più tenero il giudizio riservato a Matteo Renzi. L’ex segretario Dem ha commesso l’errore imperdonabile, per uno come Travaglio, di attaccare ripetutamente i giudici che prima lo hanno indagato e poi hanno persino arrestato i suoi genitori. “Campa a colazione di rancore e schizza bile contro chiunque osi non essere Renzi”, ironizza con ferocia il direttore del Fatto.

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Pd Matteo Renzi

Marco Travaglio: ‘Prendete Maria Elena Boschi, la professorina occhialuta’

Passando a giudicare l’alter ego femminile di Renzi, ovvero Maria Elena Boschi, Marco Travaglio ricorda la sua recente apparizione negli studi di Dimartedì “travestita da professorina occhialuta”. Insomma, Meb avrebbe sfoggiato “un look ancora più antipatizzante del solito” e si sarebbe incartata nel paragone tra il caso Banca Etruria, che ha coinvolto il padre, e i casi giudiziari che hanno visto come protagonisti i rispettivi genitori dei leader M5S Di Maio e Di Battista.

I candidati alle primarie Pd: ‘Nessuno ha capito perché siano in tre’

Per quanto riguarda, invece, il giudizio sui tre candidati alle primarie Pd di domenica 3 marzo, Marco Travaglio ironizza sul fatto che ancora “nessuno ha capito perché siano in tre”, visto che né Nicola Zingaretti, né Maurizio Martina e nemmeno Roberto Giachetti hanno saputo spiegare quali siano le differenze nei rispettivi programmi e “dicono più o meno le stesse cose”.

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Il bluff di Chiamparino sul referendum Tav

Per concludere, il direttore del Fatto Quotidiano punta il suo mirino mediatico contro Sergio Chiamparino. Il governatore uscente del Piemonte ha annunciato di voler indire un referendum sul Tav, ma si tratterebbe in realtà, secondo la legge regionale, solo di una “consultazione non vincolante” e solo di “particolari categorie della popolazione”. Una iniziativa giudicata “ridicola”, insomma, che in pratica si rivela una “supercazzola di un candidato disperato a caccia di pubblicità”.

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