Il titolo della puntata di Otto e mezzo andata in onda sabato 13 aprile è eloquente: ‘5 Stelle nella rete di Casaleggio”. Il tema del talk show condotto da lilli gruber è, come facile immaginarsi, la presunta assenza di democrazia nelle procedure di utilizzo della piattaforma Rousseau, dove gli attivisti M5S sono spesso chiamati ad esprimere il loro voto su diversi temi politici. Peccato che a discutere della questione non ci fosse nessun rappresentante pentastellato, ma solo la giornalista del Sole 24 Ore, Manuela Perrone, il collega direttore di Fanpage Francesco Piccinini, oltre a Nicola Biondo, anche lui giornalista ma, soprattutto, ex responsabile della comunicazione pentastellata, venuto a presentare il suo ultimo libro dal titolo più che eloquente di ‘Il sistema Casaleggio.

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Partito, soldi, relazioni, ecco il piano per manomettere la democrazia”. Un vero e proprio processo celebrato in tv contro i grillini, questa l’accusa mossa a Gruber da Giarrusso, senza nemmeno un “contraddittorio”.

Il post dell’ex Iena contro la Gruber

La tesi di Lilli Gruber e di Nicola Biondo, ex M5S col dente avvelenato, è che il sistema messo in piedi prima dal defunto Gianroberto Casaleggio e, successivamente, dal figlio Davide, sia una sorta di “rete”, un “sistema” che avrebbe addirittura lo scopo di “manomettere la democrazia”.

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Un punto di vista partigiano che ha fatto andare su tutte le furie l’ex Iena Dino Giarrusso, visto che nello studio di Otto e Mezzo non era stato invitato nessun pentastellato a confutare quelle che sono ritenute delle illazioni. In un post pubblicato sulla sua pagina Facebook sabato sera, Giarrusso racconta il suo stupore nell’ascoltare quanto veniva detto nella tv di Urbano Cairo. Non si trattava, infatti, né di “approfondimento”, né di un “dibattito”, né tantomeno di un “talk show”, ma solo di un “processo alla piattaforma Rousseau”.

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M5S Pd

Dino Giarrusso scatenato contro la conduttrice: ‘Signora Gruber, il M5S è fatto di uomini e donne per bene’

La lunga contro accusa di Dino Giarrusso a Lilli Gruber prosegue con una riflessione sul fatto che “persino nei regimi” dittatoriali sia prevista la presenza della difesa durante i processi. A Otto e Mezzo, invece, sarebbe andata in scena solo una “accusa violenta e senza contraddittorio al M5S, a Davide Casaleggio, a Rousseau, a tutti noi”.

Poi, l’ex Iena si rivolge direttamente alla giornalista ex Rai bollandola sprezzantemente con l’appellativo di “signora” per farle presente che il M5S è formato da persone “distanti dalle lobby e dalle vomitevoli porcate come quelle di cui si è reso responsabile il Pd in Umbria”. Il riferimento di Giarrusso è alla freschissima inchiesta che ha portato all’arresto dei vertici Dem nella regione umbra, che la Gruber e i giornalisti di parte come lei avrebbero accolto con il “silenzio” perché “non interessati a parlarne”.

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Insomma, in conclusione del post, il pentastellato invita caldamente la Gruber a farsi “una ragione” del fatto che quelli del M5S siano “un’altra cosa” rispetto a lei perché sono “persone per bene”.

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