Myrta Merlino, come di consueto, in avvio della puntata del suo seguito programma 'L'aria che tira", in onda su La 7, si è cimentata in un'introduzione in cui ha un po' fatto il punto della situazione prima di entrare nel vivo della puntata con gli interventi degli ospiti. Nelle sue parole si è colta una chiave di lettura abbastanza allarmata su quella che è la situazione del governo, attualmente interessato da una fase di dissidi che sembrano quasi prefigurare un'inevitabile crisi subito dopo le elezioni europee.

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E fa particolarmente effetto la scelta di di utilizzare un verso di una canzone del comico Checco Zalone per manifestare una critica neanche troppo velata di quella è che la gestione del momento da parte dei protagonisti dell'esecutivo.

La canzone di Checco Zalone apre la trasmissione

La puntata si apre con la canzone di Checco Zalone che aveva anticipato i Mondiali del 2006, rivelatisi poi leggendari per i colori italiani. Un paragone ironico fatto dalla conduttrice tra l'esecutivo e quella nazionale, ma che viene subito proiettato all'attualità con grande pragmatismo: "Se continuano a darci dei calci sugli stinchi sarà difficile andare avanti per un bel po'".

A ciò si aggiunge un'analisi derivante delle dichiarazioni dei protagonisti::"Il più depresso di tutti è il sottosegretario Giorgetti che ha mandato un messaggio preciso ai compagni di squadra del Movimento Cinque Stelle. La politica è una questione di rapporti di forza". Chiaro il riferimento alle parole del leghista, secondo cui, il responso delle europee potrebbe ribaltare le gerarchie di autorevolezza tra Lega e Movimento Cinque Stelle. Alle politiche di un anno fa, infatti, il Carroccio era al 17% e il M5S oltre il 30%.

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Oggi i sondaggi raccontano il fatto che la situazione potrebbe ribaltarsi, determinando eventualmente quella che potrebbe essere una richiesta di maggiore spazio decisionale da parte del partito di Matteo Salvini.

Sulla questione viene chiamato in ballo Di Maio

Dopo aver descritto la situazione, Myrta Merlino introduce la presenza in studio del leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio. "Sono giorni - ha detto il capo politico pentastellato - che sento anche citazioni bibliche, però credo che al di là di questo noi dobbiamo guardare ai fatti concreti.

Da lunedì siamo pronti a governare e a fare le leggi che si devono fare". E riguardo al futuro post europee è chiaro riguardo al messaggio da recapitare alla Lega: "Se vogliono sfiduciare Giuseppe Conte lo dicano agli italiani, le europee non cambiano il Parlamento". Ancora pochi giorni e si conoscerà in maniera chiara un futuro che oggi appare incerto.

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