Una mozione depositata in Parlamento sta facendo molto discutere oltre che nelle stanze della Politica, anche nelle normali discussioni da bar o sui social. Si tratta di una mozione che ha come punto principale l'abolizione dell'ora di religione nelle scuole. Si tratta di una proposta sottoscritta da Riccardo Nencini come primo firmatario, ma che raccoglie l'adesione di un nutrito gruppo di parlamentari del PD, del Movimento Cinque Stelle, di Liberi e Uguali e di +Europa.

Insomma, una mozione trasversale che riunisce parlamentari vicini a Emma Bonino fino a parlamentari grillini attualmente al Governo. Nel testo oltre alla modifica nella Scuola si punta anche a cancellare alcuni evidenti privilegi che la legge offre oggi al Vaticano, a partire da norme di favore per quanto concerne l'8 per 1000.

Un'ora in più di educazione civica

È chiamata mozione parlamentare per la laicità dello Stato ed è stata depositata in Senato.

Alla proposta principale sull'ora di religione da abolire e sostituire con un'ora di educazione civica, si aggiungono la rivisitazione delle modalità di ripartizione dell'8 ×1000 non destinato dai contribuenti che oggi per la metà più o meno finisce alla Chiesa cattolica. Altri punti cardine della mozione sono la rimodulazione dell'Imu con la necessità di dare applicazione alle norme che prevedono il pagamento della tassa anche sugli immobili di proprietà della Chiesa.

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Politica Scuola

Sempre in materia tasse sulla casa, occorre dare esecutività alla celebre sentenza della Corte Europea che ha sancito l'obbligo di pagare anche la vecchia Ici con tanto di annualità arretrate.

Ormai in Italia i cattolici sono meno del 30%

Nell'apertura della mozione si spiegano anche le motivazioni che hanno spinto i proponenti a redigere e depositare un atto così forte e pesante. La società italiana presenta oggi solo il 30% della popolazione che può essere considerata cattolica.

Parliamo di cattolici praticanti naturalmente, con la percentuale che scende drasticamente se si va a considerare solo la parte di popolazione più giovane. In pratica i numeri e la crescente ricerca di libertà religiosa e di espressione stanno alla base di questa mozione. Il cambiamento dei tempi non può che influire anche su aspetti relativi alla religione cattolica che oggi secondo i proponenti, non è più religione di Stato come lo era nel 1929.

Infatti all'epoca vigeva il finanziamento diretto della Chiesa cattolica da parte dello Stato e solo dal 1984 il finanziamento diretto dello Stato fu sostituito dal finanziamento facoltativo dei fedeli, attraverso l'otto per mille. Un meccanismo che, secondo i firmatari, andrebbe corretto perché quanto stabilito nel 1984 di fatto viene ricalibrato dal fatto che la metà di tutti gli 8 x 1000 lasciati non destinati da contribuenti che non hanno scelto a chi darlo, finisce alla Chiesa cattolica.

Anche l'ora di religione presenta anomalie. Per esempio, gli insegnanti vengono pagati dallo Stato e quindi dai cittadini, ma sono assegnati direttamente dal Vaticano e senza alcun concorso come avviene per gli insegnanti delle altre materie.

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