È durata poco la pace all’interno del Partito Democratico. Le nomine dei vertici del Pd hanno di fatto scoperchiato il vaso di pandora, facendo fuoriuscire quei malumori che si erano placati, per qualche tempo, con la nomina di Nicola Zingaretti a segretario del partito. Le divisioni interne al Partito Democratico evidentemente non sono mai state ricucite e adesso esplodono in maniera fragorosa come rivelato da un articolo dettagliato del Corriere della Sera e come si evince dalle dichiarazioni al vetriolo di numerosi esponenti del partito sui giornali, in televisione e sui social.

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Il segretario non riesce a fare da paciere

Nicola Zingaretti, il segretario nazionale del partito, chiede di non gettare benzina sul fuoco della polemica. Le fratture in seno al PD però sono tante e le nomine dei vertici, dai quali sono stati esclusi tutti quelli che vengono considerati di indirizzo renziano (tutti quelli vicini all’ex premier Matteo Renzi sono stati esclusi dalla segreteria), hanno prodotto quello che per il Corriere è un autentico terremoto.

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Si parla di nuovo di scissione, con una forte componente del PD che adesso pensa ad un nuovo movimento. Il quotidiano si spinge a presentare una mappa delle varie correnti, indicando gli esponenti di spicco per ciascuna area di pensiero.

Le correnti secondo il Corriere della Sera

Carlo Calenda, europeista convinto, rientra tra quelli che il giornale chiama movimentisti. Proprio Calenda, ex Ministro dello Sviluppo Economico dei governi Renzi e Gentiloni, è stato tra i più duri nel commentare queste frizioni in seno al PD, tanto che ha dichiarato di essere pentito di aver chiesto voti alle elezioni per un partito evidentemente diviso.

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Politica Pd

Vengono definiti renziani ortodossi, invece, Roberto Giachetti, Anna Ascani, Maria Elena Boschi e Luciano Nobili. L’ex governatrice del Friuli Debora Serracchiani insieme agli ex ministri Delrio e Martina ed all’ex sottosegretario Nannicini sono i più moderati, i cosiddetti dialoganti. L’ex segretario Dario Franceschini, invece, raccoglie in quella ribattezzata AreaDem, l’ex Ministro Pinotti e Marina Sereni.

Vicino a Renzi anche una area lealista formata da Lotti, Morani e Guerini, mentre i due Andrea, Orlando e Martella, rappresentano l’area più a sinistra dell’intero partito. A Zingaretti il duro compito di mediare, con Gianni Cuperlo e Paolo Gentiloni al suo fianco. “Siamo europei” l’area che fa riferimento all’ex Ministro Calenda potrebbe diventare un nuovo partito, come suggerisce via social Richetti proprio a Calenda.

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Le considerazioni dei massimi esponenti del PD

Fratture insanabili o quasi sembrano quelle che adesso fuoriescono dai vari post e tweet su internet da parte degli esponenti più noti del PD. La Boschi per esempio contesta il fatto che sul caso Lotti sia stato più il cosiddetto fuoco amico a polemizzare, cioè più critiche sono arrivate dall’interno che non dagli avversari politici. Dure le critiche alla segreteria che ha formato Zingaretti.

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Ettore Rosato considera la squadra messa in piedi da Zingaretti, priva di figure forti e priva di leadership, mentre Marcucci parla di una segreteria costruita guardando al passato e non al futuro. Frizioni piuttosto forti, con Calenda che arriva addirittura a proporre un governo ombra di quello leghista e grillino, di cui farebbero parte Renzi, Nannicini, Giacchetti e non solo.

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