Il caso Sea Watch continua ad appassionare l’opinione pubblica italiana, spaccata, anche se non proprio a metà, tra sostenitori della Ong tedesca e della capitana Carola Rackete e difensori (la maggior parte) della politica dei porti chiusi praticata da Matteo Salvini e dal governo gialloverde. Nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 giugno si è giunti finalmente ad una svolta. La Rackete ha deciso di forzare nuovamente il blocco impostole dalle autorità marittime italiane di non attraccare nel porto di Lampedusa e si è diretta verso la banchina quando erano circa le due della notte.

Durante la manovra di attracco, la Sea Watch 3 ha anche rischiato di speronare e schiacciare una motovedetta della Guardia di Finanza che cercava di fermarla. Ora, la sfrontata o coraggiosa (dipende dai punti di vista) capitana è stata arrestata e dovrà rispondere di diversi reati, processata per direttissima. Se il Ministro dell’Interno, come ovvio, evidenzia il “comportamento criminale” della riccioluta teutonica, dall’altra parte della barricata è divenuto subito trending topic su Twitter l’hashtag #freeCarola a cui hanno aderito anche diversi personaggi pubblici come gad lerner.

La capitana della Sea Watch 3 accusata di resistenza e violenza contro una nave da guerra

Dopo aver forzato il blocco della Guardia di Finanza ed essere entrata nel porto di Lampedusa con la Sea Watch 3, ora la capitana Carola Rackete dovrà subire un processo per rispondere delle accuse, non solo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma anche di resistenza e violenza contro una nave da guerra (la motovedetta speronata ndr), reato per il quale rischia una condanna da 3 a 10 anni di carcere.

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Ad ogni modo, c’è chi se ne infischia dei presunti reati commessi dalla comandante tedesca della nave della Ong olandese. A poche ore dal suo arresto, infatti, sul social network Twitter è divenuto immediatamente trending topic l’hashtag #freeCarola, Carola libera.

Gad Lerner si schiera con Carola Rackete: ‘Suo arresto macchia indelebile di disonore per Stato italiano'

Tra i diffusori più compulsivi e convinti dell’hashtag #freeCarola c’è sicuramente il giornalista e conduttore televisivo Gad Lerner, uno dei più acerrimi avversari politici di Matteo Salvini.

Lerner pubblica un post sul suo profilo Facebook in cui punta il dito contro l’avvenuto arresto della capitana della Sea Watch che, a suo modo di vedere, pur essendo mascherato da “atto dovuto”, sicuramente “resterà una macchia indelebile di disonore” a carico dello Stato italiano che avrebbe calpestato “il principio del soccorso in mare” facendo finta di sentirsi “minacciato e invaso da un equipaggio” che definisce “generoso” e da “migranti inoffensivi.

Insomma, secondo Lerner, Carola Rackete non avrebbe commesso nessun reato e andrebbe liberata subito. E come lui la pensano migliaia di cittadini italiani che hanno riversato la loro rabbia e il loro disappunto sui social network rilanciando e condividento l’hashtag #freeCarola.

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