Le tensioni nella maggioranza passano anche da Torino: la riammissione degli emendamenti leghisti su Polizia e Vigili del Fuoco aveva placato gli animi tra Carroccio e Cinquestelle almeno in merito al decreto sicurezza bis, e aveva allontanato lo spettro di una crisi di governo paventata da Salvini. Rinviato nuovamente il confronto sulle autonomie regionali differenziate che giovedì a Palazzo Chigi aveva portato ad un duro strappo tra gli alleati, si pensava ad una mezza giornata di calma, almeno apparente, e invece niente.

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A riaccendere gli animi all'interno del Movimento 5 Stelle (e non solo) è stato l'addio a Torino del Salone dell'auto che lascerà la città per spostarsi in Lombardia, a Milano: una decisione che ha portato ad una spaccatura nella maggioranza della giunta grillina del capoluogo piemontese. Un'occasione troppo ghiotta per il vice-premier leghista che subito ha lanciato la sfida: "Anche il Salone dell'auto fugge da Torino, dopo le Olimpiadi e i ritardi sulla Tav, altro danno dei 5 Stelle alla città. Basta, non si governa solo con i no". Immediata la replica pentastellata all'AdnKronos: "Dategli una valeriana".

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Crisi nel Movimento 5 Stelle

Ma la vicenda di Torino potrebbe tramutarsi in un vero e proprio terremoto proprio all'interno del Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio è volato in Piemonte per blindare la sindaca Chiara Appendino, furiosa per le "prese di posizione autolesioniste di alcuni consiglieri". Il vicepremier, intanto, nell'assumere le difese della prima cittadina pentastellata, si è scagliato contro coloro che ha definito "nemici della contentezza".

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Politica Matteo Salvini

Intanto hanno cominciato a circolare voci di dimissioni intorno alla sindaca torinese, e a tal proposito Di Maio ha rimarcato la sua posizione in un post su Facebook: "Chiara Appendino è giustamente molto arrabbiata per un'occasione di investimento che ha perso Torino. Ci sono anche responsabilità dei consiglieri M5S di maggioranza". Nel frattempo il consigliere Fabio Versaci - da sempre vicino all'attuale sindaca- ha scritto sul social network: "Per troppo tempo abbiamo fatto gli istituzionali rispettando tutti ed ascoltando tutti.

Ma siamo stati trattati da incapaci e stupidi sprovveduti. Qualcuno dice che dobbiamo tornare alle origini. Concordo. Ricominciamo a mandare a fan... chi se lo merita".

Infatti mentre la sindaca di Torino cercava di convincere il Comitato organizzatore del Salone dell'auto - coadiuvata dal governatore della Regione Piemonte, il leghista Alberto Cirio - una parte del gruppo consiliare del M5S presentava una mozione di fatto contraria all'evento, che chiedeva la preclusione del Parco Valentino, da diversi anni sede dell'evento, alle fiere.

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A dare il colpo di grazia sarebbe stato il vicesindaco Guido Montanari che, intervenuto al quotidiano La Stampa, avrebbe dichiarato di non aver mai voluto o desiderato il Salone nel capoluogo piemontese.

Ma non è stato solo il Salone dell'auto di Torino ad aprire una spaccatura tra la sindaca Appendino e la sua maggioranza. Durante i tre anni di quest'amministrazione ci sono già state diverse contrapposizioni tra le differenti anime del Movimento: quella più ortodossa e quella più istituzionale.

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E proprio in merito alla vicenda del Salone internazionale dell'automobile, sta ulteriormente facendo discutere la mozione presentata da alcuni consiglieri pentastellati per chiedere il divieto di qualsiasi manifestazione pubblica o fiera all'interno e nei pressi dell'area verde pubblica del Valentino.

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