A giudicare dalle cronache degli ultimi giorni, sembrava proprio che anche i membri delle ong si fossero arresi alla politica dei porti chiusi di Matteo Salvini, oppure avessero deciso di partire anche loro per le vacanze estive. E, invece, a rompere un silenzio durato anche troppo, ci ha pensato Gorden Isler, portavoce della Ong tedesca sea eye, il quale, in un breve video postato sulla pagina Facebook ufficiale dell’organizzazione umanitaria, ha reso noto, non senza orgoglio, che la loro imbarcazione Alan Kurdi entro pochi giorni riprenderà il mare, ripartendo dal porto spagnolo di Palama di Maiorca dove è ora ormeggiata.

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La destinazione, ovviamente, sono le acque territoriali libiche dove, già nei giorni scorsi, l’imbarcazione umanitaria aveva tratto in salvo 109 persone in due distinte operazioni.

Gorden Isler non è intimidito da Matteo Salvini

Gordel Isler e la Ong Sea Eye tornano a sfidare Matteo Salvini. Lo stesso Isler, infatti, più volte nei mesi passati aveva ribadito di non essere affatto intimidito dalle sanzioni economiche e dal rischio di arresto in caso di violazione delle norme contenute nel decreto sicurezza bis, da poco approvato dal governo italiano.

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Ora, il ragazzotto teutonico torna a far tremare i polsi alle motovedette tricolori, annunciando in un video postato su Fb, il ritorno nel Mediterraneo della Alan Kurdi, rientrata da appena due giorni a Palma di Maiorca dopo aver raccolto in mare, come detto, più di 100 naufraghi.

Il video del portavoce di Sea Eye: ‘Voglio ringraziare Carola Rackete’

“Abbiamo condotto due missioni di salvataggio salvando 109 persone dal naufragio - racconta Gorden Isler, ancora a bordo della Alan Kurdi, in procinto di entrare nel porto spagnolo il 12 luglio scorso - Sulla prima barca che abbiamo avvistato abbiamo trovato 65 persone, si trovava a 34 miglia dalla costa libica, ma le autorità di Tripoli non sono state raggiungibili per cinque ore.

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Matteo Salvini

E così abbiamo caricato i naufraghi a bordo per prenderci cura di loro. Io mi ricorderò sempre in modo speciale dei due ragazzi somali di 16 anni in ospedale, magri fino alle ossa. Sono contento che tutti loro adesso siano salvi a Malta”, quasi si commuove il portavoce di Sea Eye. “La seconda imbarcazione che abbiamo soccorso - prosegue poi Isler - trasportava 44 persone, compresi donne e bambini e io penso alla piccola ragazza siriana che ha la stessa età di mia figlia.

Sono felice di averli trovati perché, se non lo avessimo fatto noi, nessuno li avrebbe trovati in mezzo al mare. E questi sono i motivi per cui è importante che le missioni di salvataggio proseguano - va poi al punto fondamentale della questione - Voglio ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile ciò: il Ministero degli Esteri tedesco, che ci ha aiutato per due volte trovando una rapida soluzione politica, e le migliaia di persone scese nelle strade per dimostrare.

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Voglio ringraziare Carola Rackete per il suo coraggio perché ha fatto ciò che era giusto. È molto importante che tutti voi supportiate la Alan Kurdi, perché la prossima missione partirà entro sette giorni”.

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