Jacopo Alberti, consigliere regionale in Toscana della Lega, attraverso la propria pagina Facebook si è reso protagonista di una denuncia che farà sicuramente discutere. Pare, infatti, sia divenuta consuetudine che i corrieri si trovino a recapitare pacchi all'interno di strutture che ospitano migranti che, a vario titolo, hanno diritto a stare in Italia. Si tratta di un fatto che, naturalmente, assume rilevanza se si considera che si tratta di persone ospitate da strutture e che rientrano in programmi che prevedono sostegno economico da parte del Bel Paese. I fatti si sarebbero verificati in un centro collocato all'interno della provincia di Firenze.

Le presunte consegne dei corrieri nei centri d'accoglienza

La denuncia, come detto, è arrivata direttamente dal profilo Facebook del consigliere regionale e ben presto è stata riprese da diverse fonti di informazione. Il suo testo accompagna una fotografia che ritrae un'etichetta, vicino alla quale è riportato il costo del pacco: 212,93 euro. Non esattamente una piccola cifra per chi sarebbe ospite di un centro di accoglienza.

"Continua - ha scritto Alberti - lo shopping on line dei migranti nei centri d'accoglienza toscani". Tra l'altro si tratterebbe di un fatto non isolato, ma che rappresenterebbe una consuetudine. "Tutti i corrieri - rivela - effettuano consegne".

Non è la prima denuncia di Alberti

Alberti, come evidenziato, fa capo alla Lega, un partito che, sin dal suo insediamento al governo e per volere di Matteo Salvini, ha fatto di tutto affinché venisse la tagliata la spesa per l'accoglienza, obiettivo raggiunto attraverso il decreto sicurezza al grido di "La pacchia è finita", autentico motto costantemente ripetuto dal leader del Carroccio.

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Sulla base di quella che è la sua denuncia, Alberti sembra ricalcare il messaggio veicolato per mesi dal leader leghista. "Mi dite - chiede ai suoi followers - chi scappa dalla miseria e forse anche da una guerra come fa a permettersi un acquisto di 212, 93 euro?". Un interrogativo tendenzioso, che si accompagna a un altro dello stesso tenore: "Dove prendono i soldi?". Le reazioni che si leggono nei commenti sono soprattutto di indignazione da parte di chi non vede di buon grado che un fatto di questo tipo possa davvero verificarsi.

Secondo, però, quanto riporta Il Giornale non si tratterebbe della prima segnalazione fatta da Alberti in merito ad episodi di questo tipo, ma al momento nulla sembra essere cambiato. Quello che resta è una denuncia che sicuramente farà discutere, anche perché di fatto la semplice etichetta con il costo di un pacco non è sufficiente a provare le sue accuse, come gli fa notare un utente che commenta il post scrivendo: "Ma esattamente di quale centro d’accoglienza, di quale migrante e di che acquisto?

Messa così il destinatario potrebbe essere anche lei, per quanto mi riguarda".

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