Pochi giorni dopo l'approvazione al Senato del decreto sicurezza bis che inasprisce le sanzioni per le Ong che trasportano migranti salvati nel Mediterraneo, potrebbe esserci una nuova patata bollente da gestire per l'Italia. Secondo quanto si apprende la nave Open Arms potrebbe decidere di fare rotta verso l'Italia, nonostante le norme che, ad oggi, facciano capire senza mezzi termini come i porti italiani siano letteralmente sbarrati, a meno che non ci si pieghi a pagare sanzioni che possono arrivare anche ad un milione di euro.

La situazione, in questo momento, è in evoluzione e si cercherà di capire cosa accadrà, mentre Salvini ha già fatto sapere che la posizione del governo italiano resta sempre la stessa.

Open Arms pronta a entrare in Italia se sarà necessario

Open Arms si muove nel Mediterraneo da quasi una settimana, sei giorni per l'esattezza. La novità delle ultime ore è che potrebbe ricorrere ad un'azione contraria alle regole italiane, qualora le circostanze dovessero renderlo necessario.

A rendere note quelle che sono le intenzioni è stato il fondatore della Ong spagnola. "Se - ha dichiarato Oscar Camps - la situazione a bordo si farà grave entreremo in acque italiane". Occorre ricordare che, attualmente, a bordo dell'Open Arms figurano 121 migranti. Nel frattempo si sta provando ad ottenere la possibilità di entrare in Italia anche attraverso un ricorso fatto al Tribunale per i minori di Palermo affinché si ottenga quantomeno la possibilità di far scendere al più presto i 31 minori a bordo.

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Politica Matteo Salvini

L'Open Arms si appella ad alcune norme internazionali, con particolare riferimento alla Convenzione dell'Aja. Sulla nave, tra l'altro, ci sarebbero anche due neonati che renderebbero ancor più emergenziale la situazione dei passeggeri dell'imbarcazione Ong.

Risposta di Salvini senza alcun tipo di apertura

Matteo Salvini ha già fatto sapere che la linea italiana non cambierà. "Si ricordi la Open Arms - ha fatto sapere il Ministro - che le acque territoriali italiane sono chiuse e siamo pronti a sequestrare la nave".

Il numero uno del Viminale ha inoltre evidenziato che la nave avrebbe tutto il tempo per raggiungere la Spagna, considerato che l'imbarcazione batte proprio bandiera del Paese iberico. "Forse - ha tuonato - questi signori vogliono fare solo una provocazione Politica, evidentemente la vita delle persone a bordo non è la loro priorità". Al momento resta da capire cosa accadrà e se davvero si è sul punto di arrivare ad un nuovo braccio di ferro che potrebbe avere esiti simili a quelli che hanno caratterizzato il caso Sea Watch con Carola Rackete al comando.

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