Pierluigi Bersani è stato l’ospite principale dell’ultima puntata di Quarta Repubblica, il talk show di Rete 4 condotto da Nicola Porro, in onda tutti i lunedì sera. Argomenti principali della discussione sono stati quelli economici, visto che il governo Conte Due si prepara a varare la manovra economica. L’ex Segretario del Pd, ora parte della diaspora di Articolo Uno, si è confrontato su temi come il paventato aumento dell’iva, l’evasione fiscale e il futuro della sinistra italiana, con i giornalisti Mario Giordano, Alessandro Sallusti e Stefano Cappellini.

I toni si sono alzati soprattutto tra lui e Giordano, quando il conduttore di Fuori dal coro lo ha rimproverato duramente sul tema dell’uso del bancomat che il governo Conte vorrebbe ampliare.

Pierluigi Bersani e il futuro della sinistra

“Me lo chiedono tutti i giorni se torno nel Pd - risponde Pierluigi Bersani a Nicola Porro che gli chiede cosa voglia fare da grande - ma non si può ridurre il campo della sinistra al campo dei quattro cantoni dove uno entra e l'altro esce.

Va riorganizzato e allargato - prosegue nella sua analisi - quindi ci vuole una cosa nuova. Mi auguro che il Pd dica che, contro una destra ancora forte nel Paese, dobbiamo organizzare una alternativa. Apra le porte a una sinistra dispersa - questo il suo accorato appello - per avviare una svolta programmatica e per coinvolgere anche gli elettori del M5S”. Una posizione che non soddisfa affatto Alessandro Sallusti.

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“Perché continua a mascherare questa cosa col nome di centrosinistra? - lo bacchetta il direttore de Il Giornale - Quella cosa lì sarebbe una cosa di sinistra perché, l’uscita di Renzi e la presenza dei grillini impediscono di chiamarla centrosinistra”. Ma anche Mario Giordano non lo risparmia. “Questo discorso di Bersani è comprensibilissimo - chiosa il giornalista Mediaset - quello che è meno comprensibile è che lui ha cercato di far passare questa linea attraverso un’operazione di governo e di palazzo, perché il cambiamento deve necessariamente passare attraverso un confronto elettorale”.

Lo scontro tra Bersani e Mario Giordano

Pierluigi Bersani, allora, prova a far valere le sue ragioni, ma Giordano lo fulmina: “Con questa manovra di palazzo perde il popolo (riferito alla formazione del governo Conte Due ndr)”. Ma il politico di Bettola resta irremovibile. “Rifiuto l’idea che il popolo sia tutto di destra - ribadisce - e non lo disprezzo affatto ma mi interessa. Voglio essere di una sinistra popolare che non ha paura del popolo, ma gli piace anche quando la pensa diversamente”.

Poi la discussione vira verso i temi economici, caldissimi in questa vigilia autunnale di manovra economica. “Sarà ora di finirla con queste clausole? - si chiede Bersani parlando del paventato aumento dell’iva poi negato ufficialmente da Palazzo Chigi - un miglior uso dell'iva dovrebbe basarsi su due aliquote. La tiro su alcuni beni e la tiro giù su altri”. Ma Mario Giordano ormai è incontenibile.

“Davvero pensa che si combatte l'evasione pagando la carne dei vecchietti con il bancomat al supermercato?”, lo attacca facendo riferimento all’intenzione di M5S e Pd di favorire un uso sempre più massiccio dei pagamenti con il bancomat in sostituzione del contante in funzione anti evasione fiscale.

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