La riforma delle Pensioni continua ad agitare, e non poco, il dibattito politico, economico e sindacale in vista dell’esame parlamentare della legge di Bilancio 2020. In particolare, in queste ore, i riflettori sono ancora puntati sulla Quota 100, la nuova soluzione per la pensione anticipata – già scelta da più di 190mila persone - che consente l’uscita dal lavoro a 62 anni con 38 anni di contributi, dunque con largo anticipo rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero ancora in vigore: 67 anni di età più 20 anni di contributi.

Quota 100, nuovo intervento del presidente del Consiglio

A tornare oggi sulla questione, ancora una volta, è stato il premier Giuseppe Conte il quale ha ribadito sostanzialmente che la conferma della misura varata dal precedente governo gialloverde non è in discussione. E non c’è nessuna preoccupazione a Palazzo Chigi per l’iter della manovra in Parlamento nonostante l’emendamento annunciato da uno dei gruppi parlamentari che compongono la maggioranza, Italia Viva di Matteo Renzi, che chiede l’abolizione della Quota 100 e il potenziamento dell’Ape social.

"Tutte le forze politiche – ha detto oggi il premier rispondendo ai cronisti a margine dell'assemblea di Confesercentia a Roma - stanno dando un contributo per la sintesi finale che rappresenta tutti”. Quindi a Palazzo Chigi ancora si sta lavorando a una sintesi che cerchi di riunire la maggioranza attorno al piano dell’esecutivo per la manovra nel suo complesso. Ma le divergenze, evidentemente, non mancano.

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Pensioni Matteo Renzi

“Se poi uno si smarca – ha detto Giuseppe Conte rispondendo alle domande dei cronisti sull’emendamento annunciato da Ranzi per abolire Quota 100 - questo non rispecchia quello che deve essere un'azione di governo coesa".

Conte: ‘Se uno si smarca non fa azione di governo coesa’

"Io – ha proseguito il presidente del Consiglio - rispetto il Parlamento. Non sto dicendo – ha aggiunto - che il contributo dei gruppi parlamentari non ci possa essere, però – ha proseguito Conte - mi aspetto che le posizioni ufficiali delle forze politiche che siedono attorno al tavolo di governo siano conseguenti – ha sottolineato - a quanto deciso".

Sul fronte previdenziale il premier ha garantito anche sulla proroga di Opzione donna, la formula sperimentale già soggetta a diverse proroghe nel corso degli anni che consente alle lavoratrici di accedere alla pensione anticipata a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome con 35 anni di contributi. Sembra praticamente scomparsa dall’agenda politica la Quota 41 per i lavoratori precoci, caldeggiata dal precedente governo gialloverde e in particolare dal leader della Lega Matteo Salvini.

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