L'Italia non vive una fase di clima elettorale, resta, però, sempre l'alta l'attenzione nei confronti dei sondaggi, soprattutto adesso che l'entrata in scena di Matteo Renzi potrebbe spostare gli equilibri, soprattutto dopo un confronto televisivo molto seguito come quello che ha visti protagonisti l'ex premier e Matteo Salvini. Corrado Formigli, nel corso della sua trasmissione Piazza Pulita del 17 ottobre, ha diffuso i dati rilevati da Index: sia Italia Viva che la Lega sembrano aver beneficiato della visibilità avuta dai due leader dopo lo scontro diretto, ma la notizia più rilevante è che, adesso, un'eventuale coalizione di centro-destra ed un'altra di centro-sinistra (con il Movimento Cinque Stelle) rischierebbero di lottare punto a punto per un'eventuale supremazia elettorale.

Renzi fa segnare +0,5%

Dal 10 ottobre al 17 la Lega, secondo le rilevazioni Index, avrebbe ottenuto un incremento dello 0,4%. Questo, per il Carroccio, si traduce in una percentuale che resta lusinghiera: con il 32,7% la Lega resterebbe il primo partito dello scenario politico italiano. Al secondo posto, invece, troverebbe posto il Partito Democratico che farebbe segnare una discesa dello 0,3% e stazionerebbe al 19,8%.

Un dato che, unitamente al timido progresso dei grillini (+0,2%), garantirebbe solo uno 0,8% di vantaggio sul 19% del Movimento Cinque Stelle. Continuando a valutare le variazioni dei maggiori partiti, Fratelli d'Italia avrebbe un miglioramento dello 0,1% e una percentuale accreditata del 7,5%. Stabile Forza Italia al 6%, mentre Renzi grazie allo 0,5% guadagnato, forse dovuta alla prestazione nel confronto con Salvini, salirebbe al 5,2%.

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Matteo Salvini M5S

Centrodestra superiore a centrosinistra senza M5s

In ottica elezioni, ad oggi prospettiva lontana, occorrerà capire se e in che modo si consoliderà il rapporto tra il centro-sinistra ed il Movimento Cinque Stelle. Quello che è certo è che, al momento, il centrodestra avrebbe un valore stimabile al 46,2%. Un dato che può tranquillamente essere considerato irraggiungibile da un centrosinistra che non trovasse il modo di mantenere l'attuale asse governativo con il Movimento Cinque Stelle.

Volendo considerare una coalizione che avrebbe al suo interno il Partito Democratico, i grillini ed Italia Viva (oltre alle piccole realtà) si raggiungerebbe una percentuale pari al 46%, che renderebbe competitiva la forza complessiva del gruppo. Basterebbe sottrarre il 19% del M5S per dare l'idea di quanto finirebbe indietro il centrosinistra qualora restasse orfano dell'attuale alleato di governo.

Non resta che attendere per capire in che modo si evolveranno i rapporti tra le parti.

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