Il Coronavirus colpisce anche gli uomini vicini a Matteo Salvini. La notizia che un agente di polizia assegnato alla scorta del leader della Lega è stato trovato positivo al virus, giunta nella serata di venerdì 6 marzo, ha infatti scatenato apprensione e persino disorientamento nell’opinione pubblica. Non potevano mancare, ovviamente, nemmeno le polemiche politiche.

Alcuni esponenti del M5S, infatti, hanno rilasciato dichiarazioni abbastanza pesanti contro il capitano del Carroccio, arrivando persino a chiederne la messa in quarantena, se pur senza nominarla. Anche se il reggente del Movimento, Vito Crimi, e l’ex capo politico, Luigi Di Maio, hanno espresso solidarietà incondizionata a Salvini, questo non è bastato a Giorgia Meloni che ha attaccato i pentastellati parlando di atteggiamento “disgustoso”.

Poliziotto della scorta di Salvini positivo al coronavirus

Come appena accennato, la notizia della positività al coronavirus di un agente di polizia addetto al servizio di scorta di Matteo Salvini è deflagrata nella prima serata del 6 marzo. Il poliziotto sta bene, ma è stato ovviamente messo in isolamento. Stessa sorte toccata ad alcuni suoi colleghi, in attesa dei risultati dei test. Il leader leghista, invece, non è stato nemmeno sottoposto al tampone, né tanto meno ad una quarantena forzata. In un post pubblicato sui suoi canali social, Salvini ha fatto comunque sapere di sentirsi bene e di non essere mai stato a contatto con il poliziotto risultato positivo al coronavirus. Comunque sia, l’ex Ministro dell’Interno si è detto disponibile a fare tutto ciò che le autorità sanitarie gli chiederanno di fare, proprio “come ogni altro cittadino”.

Salvini ha deciso anche di non rispondere alle polemiche.

Le dichiarazioni pro e contro Salvini degli esponenti M5S

Polemiche che, comunque, sono giunte puntuali. Ad alimentarle è stato il M5S, anche se i suoi vertici si sono mostrati molto solidali sia con l’agente infettato dal coronavirus che con il loro avversario politico.

Il reggente pentastellato, Vito Crimi, ha dichiarato di non considerare rilevante il fatto che il poliziotto sia un membro della scorta di Salvini, aggiungendo di augurarsi la sua pronta guarigione e che nessuno, leader leghista compreso, sia stato contagiato. Anche secondo il suo predecessore, Luigi Di Maio, in questa fase d’emergenza non esistono colori politici, ma bisogna essere uniti e compatti.

Meno tenero, invece, si è mostrato il Sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, il quale ha invitato tutte le persone che hanno avuto contatti con l’agente, Salvini compreso, “a seguire pedissequamente le disposizioni messe a punto dal governo e a non fare di testa propria”.

La reazione furiosa della Meloni: ‘Italia non merita questo schifo’ in piena emergenza coronavirus

Se Sibilia ci è andato giù duro, non da meno si è dimostrato il Viceministro M5S allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni, secondo il quale ora anche Matteo Salvini “ha capito che non si gioca con la pelle degli italiani”.

Bordata finale affidata a al deputato Giorgio Trizzino che ha citato I promessi sposi del Manzoni: “A chi tocca, tocca”.

Dichiarazioni che hanno fatto letteralmente infuriare Giorgia Meloni. La leader di Fd’I ha pubblicato due tweet per bacchettare quelli del M5S che “invece di esprimere solidarietà all’agente” colpito da coronavirus, ne avrebbero approfittato per attaccare il suo alleato. “Usare il contagio di un agente di polizia per attaccare un avversario politico è disgustoso - ha aggiunto la Meloni, riferendosi ad alcuni esponenti pentastellati - l’Italia non merita questo schifo”.

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