Vittorio Sgarbi rischia di finire in tribunale a causa del costante dibattito relativo al coronavirus che lo sta vedendo protagonista in questi giorni. L’associazione ‘Patto Trasversale per la Scienza’, nata nel 2019 da un manifesto promosso dai professori Roberto Burioni e Guido Silvestri, ha deciso infatti di presentare un esposto penale contro di lui. Tutta colpa delle affermazioni del critico d’arte sul Coronavirus, ritenute “gravi” e “fake news”, contenute in un video recentemente postato su Facebook e ora rimosso dagli amministratori.

La replica di Sgarbi non si è fatta attendere. Il parlamentare difende le posizioni sin qui sostenute annunciando di aver dato mandato al suo avvocato di “procedere contro chi si investe della scienza senza averla”.

Il ‘Patto Trasversale per la Scienza’ presenta esposto penale contro Sgarbi

Potrebbero costare care a Vittorio Sgarbi le sue posizioni anticonformiste sulla reale pericolosità del coronavirus, contenute in un video postato sui suoi canali social e ora rimosso. L’associazione ‘Patto Trasversale per la Scienza’ ha, infatti, reso noto, condividendo un post anche sulla sua pagina Facebook, di aver presentato un esposto penale nei suoi confronti, a causa delle “gravi affermazioni” del critico d’arte “sulla diffusione del virus SARS-CoV-2 e della malattia Covid-19”.

Il documento è stato firmato, tra gli altri, anche da Pier Luigi Lo Palco, Guido Silvestri, Andrea Cossarizza e Roberto Burioni.

Vittorio Sgarbi accusato dagli scienziati di ‘istigazione a delinquere’

La comunicazione degli scienziati PTS fa riferimento al video in cui Sgarbi ha apertamente manifestato i suoi dubbi circa la “pericolosità” del coronavirus e le “modalità di diffusione del contagio”, diffondendo a loro giudizio “notizie false” sui metodi di prevenzione e ridicolizzando così facendo le “misure di contenimento” decise dal governo Conte.

I presunti reati che l’autorità giudiziaria dovrà ora verificare vanno dalla pubblicazione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico, all’istigazione non solo a disobbedire alle leggi, ma persino a delinquere. Ma non solo, perché Burioni e gli altri chiedono anche l’eventuale sequestro del sito web e del canale Youtube di Vittorio Sgarbi.

La replica di Sgarbi: ‘Coronavirus virale ma non mortale, strategia della tensione da parte del governo’

Di fronte alla denuncia di Roberto Burioni e degli scienziati del PTS, Vittorio Sgarbi, come sua abitudine, non ha certo porto l’altra guancia. In un altro post pubblicato sempre sul social network di Zuckerberg, il critico d’arte conferma che le sue posizioni sul coronavirus sarebbero le stesse di “molti scienziati”, tra i quali cita i professori Gismondo, Bassetti e Tarro. Secondo Sgarbi, quella messa in campo dal governo Conte sarebbe una “strategia della tensione” atta a “coprire le inefficienze del sistema sanitario” italiano.

Lui, da parte sua, ribadisce di non aver “istigato nessuno”, decidendo di denunciare “la prepotenza, l’aggressione, la presunzione di verità di chi, in nome della scienza, nega i dati oggettivi sulla malattia, virale ma non mortale, per coprire le insufficienze dello Stato nella sanità, procurando allarme e confondendo le cause di morte per attribuirle indebitamente al coronavirus”. Sgarbi cita direttamente l’associazione PTS di Burioni, bollandola come “inesistente e farlocca, espressione di una prepotenza che approfitta della paura dei cittadini e la propaga”. Per questo motivo, annuncia di voler procedere legalmente “contro chi si investe della scienza senza averla, diffondendo ignoranza”.

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