La discussa conferenza stampa di Giuseppe Conte del 10 aprile è servita anche e sopratutto per annunciare la prosecuzione del lockdown. Bruno Vespa, nel suo consueto editoriale apparso su quotidiano.net, si è reso protagonista di una lunga digressione sugli scenari che potrebbero attendere l'Italia nel momento in cui dovrà finanziare la sua ripresa e organizzare i suoi sistemi affinché nel tempo possano essere ammortizzati i danni derivanti da un'epidemia senza precedenti. Il quadro attuale permette al conduttore di Porta a Porta di prevedere un futuro su cui pendono tanti, forse troppi, interrogativi.

Non è un caso che il titolo del suo pezzo sia proprio "Troppe nubi sulla ripartenza".

Muro europeo sugli eurobond

Bruno Vespa, nel suo articolo, segnala come, a fronte dell'incertezza sulla strategia definitiva che sarebbe pronta ad intraprendere l'Europa, parrebbe esserci una sola certezza. Per fare un confronto con la vaghezza di cui si parla sull'accordo trovato dall'Eurogruppo, il giornalista mette in evidenza le parole che davvero sembrano pesare: quelle del Ministro dell'Economia olandese Woepke Hoekstra che chiude a qualsiasi possibilità di condivisione del debito. Sul piatto resterebbero una linea di credito del Mes senza condizionalità per sostenere le spese finanziarie e l'agognato Recovery Fund.

Proprio quest'ultimo sarebbe ciò che, secondo Vespa, avrebbe desiderato l'Italia. Ma il giornalista evidenzia: "Una buona cosa, ma è complicata e soprattutto è lontana. Se sto annegando, non mi è di grande consolazione vedere una nave all’orizzonte". E non usa giri di parole per fare risaltare il fatto che, per Conte, far valere la sua voce sarà molto dura, anche a fronte della volontà di dare battaglia sui tavoli europei.

Riapertura aziende dopo la Spagna

Salvo qualche eccezione, l'Italia resta in lockdown fino al 4 maggio. Rinviato, perciò, anche il riavvio del motore produttivo del Paese. Dato che, alla lunga, preoccupa. Paesi come la Spagna, nonostante un numero maggiore di contagi e di morti, hanno scelto di riprendere già a partire da lunedì.

"La Spagna - evidenzia Vespa - ha molta paura del crollo economico". Secondo il conduttore di Porta a Porta il Governo italiano, invece, sarebbe "paralizzato da lavoratori e scienziati". Entrambe le categorie ritengono che i tempi non siano maturi visto il rischio di contagiosità degli ambienti di lavoro e per l'impossibilità ad offrire adeguate misure di sicurezza per le maestranze. Tuttavia, Bruno Vespa non si risparmia una stoccata finale: "Evidentemente preferiscono la cassa integrazione al lavoro, con il rischio di tornare a fabbriche ormai chiuse".