La conferenza stampa con cui Giuseppe Conte ha annunciato la prosecuzione del lockdown fino al 3 maggio fa discutere. Il capo del governo ha attaccato in maniera diretta Giorgia Meloni e Matteo Salvini per aver cavalcato, a suo dire, in maniera indebita la polemica su un ricorso al Mes, in realtà, mai avvenuto. Da parte della Lega Nord si sono registrate repliche piuttosto piccate. A quella di Matteo Salvini che ha definito "roba da Unione Sovietica" l'intervento del premier si è aggiunta quella particolarmente dura del senatore Alberto Bagnai che ha associato l'elevazione dei toni da parte del presidente del Consiglio addirittura a 'disperazione'.

La Lega contro Giuseppe Conte

Le polemiche nascono dalla sera del 9 aprile. A conclusione di una riunione dell'Eurogruppo, ha iniziato a diffondersi la voce secondo cui l'Italia avesse, in qualche modo, accettato il Mes. Giuseppe Conte, nel corso della sua conferenza stampa, ha sottolineato come si tratterebbe di uno scenario che lui continua a considerare una trappola e pertanto si è trattato di mere speculazioni. Durante il suo intervento ha puntato il dito nei confronti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il leader della Lega ha risposto in maniera piuttosto dura al premier, accusandolo di aver utilizzato la Rai per un comizio senza dare le risposte che gli italiani avrebbero voluto “Usare la tivu’ di Stato per dire falsità - ha scritto su Facebook - e fare un comizio contro Salvini e contro le opposizioni è roba da regime, roba da Unione Sovietica“.

Bagnai vede il premier in trappola

Alberto Bagnai si è mantenuto su una stessa linea critica rispetto alla conferenza stampa del presidente del Consiglio. Lo si evince da un tweet in cui, seppur con un velo di ironia, delinea uno scenario in cui il premier sarebbe in difficoltà. Un'idea che potrebbe nascere dalla necessità di trovare risposte per le difficoltà economiche derivanti dall'emergenza sanitaria e dalla necessità di individuare strategie che possano trovare approvazione a livello europeo. A margine di un retweet in cui si parla di un Conte molto teso e macchiatosi di qualche incertezza nel corso dello sviluppo della sua dialettica, ha detto la sua in maniera chiara e netta. "Il giovane inurbato - ha scritto il leghista - capirà a sue spese di essersi messo in trappola da solo.

Forse lo sta già capendo. Non é una caduta di stile. È disperazione.".

Parole che evidenziano quanto al momento tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i partiti d'opposizione il clima auspicato di collaborazione che si attendeva è più lontano che mai. Non resta che attendere per capire quali saranno le evoluzioni.