Un gruppo di 36 migranti è approdato nelle scorse ore sulle coste dell’isola siciliana di Lampedusa. Si tratta del primo sbarco dopo più di tre settimane di pausa a causa, molto probabilmente, dell’emergenza sanitaria in atto. La notizia non è stata accolta certo con soddisfazione da Vittorio Feltri il quale si chiede polemicamente perché, con gli enormi problemi che sta affrontando in questo momento l’Italia, ci si ostini ancora a ripescarli. Sempre dal fronte migranti, alcune organizzazioni umanitarie sostengono che sarebbero state almeno 600 le persone che avrebbero tentato la traversata del Mediterraneo nel mese di marzo.

Nuovo sbarco di migranti in Italia dopo tre settimane

Lunedì 6 aprile un gruppo formato da 36 migranti provenienti dalla Tunisia è dunque approdato a Lampedusa. Tra loro anche 11 donne, delle quali due in gravidanza. L’approdo, come riferisce l’Ansa, sarebbe avvenuto direttamente nel porto dell’isola. Uno sbarco che va ad interrompere una calma apparente che durava addirittura dal 14 marzo, giorno degli ultimi arrivi registrati. Tutti i migranti sono stati immediatamente trasferiti nell’hotspot lampedusano dove dovranno sottoporsi, così come tutti coloro che arrivano nel nostro Paese, ad un periodo di quarantena di 14 giorni.

La denuncia di Alarm Phone: ‘Seicento migranti hanno tentato traversata del Mediterraneo a marzo’

Se i migranti sbarcati a Lampedusa possono considerarsi almeno per il momento al sicuro, non altrettanto si può affermare di altre centinaia di profughi. Secondo quanto denunciato da Alarm Phone, l’organizzazione umanitaria che gestisce le telefonate di soccorso dei migranti nel Mediterraneo, sarebbero infatti circa 600 le persone che nel mese di marzo avrebbero tentato la traversata dall'Africa in direzione Europa.

Molti migranti sarebbero stati però intercettati dalle motovedette libiche e costretti con la forza a tornare sulle coste africane.

Il commento di Vittorio Feltri: ‘Finiamola di ripescare migranti’

Emblematico l’episodio che avrebbe coinvolto la Alan Kurdi, imbarcazione della Ong tedesca Sea-eye.

Secondo i membri dell’equipaggio, la Guardia costiera libica avrebbe interrotto con la forza, sparando persino colpi di arma da fuoco in aria, il salvataggio di un gruppo di 68 migranti. Di fronte a questa situazione drammatica, Vittorio Feltri non risparmia però la sua corrosiva ironia. “Continuiamo a ripescare immigrati. Ma col casino che abbiamo non sarebbe ora di finirla?”, scrive infatti su Twitter il fondatore di Libero. Il riferimento del giornalista è naturalmente alla drammatica crisi economica e sanitaria in atto.

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