Lilli Gruber è stata protagonista di un'intervista del Corriere della Sera del 28 giugno. La conduttrice di Otto e mezzo si lascia alle spalle una stagione televisiva in cui la sua trasmissione di La 7 ha ottenuto oltre due milioni di media di telespettatori. Numeri ottimi, anche grazie a puntate particolarmente significative. In alcune di esse non sono mancati scontri accessi come quelli con Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Lilli Gruber dice la sua sulla situazione politica

Lilli Gruber nell'intervista ha avuto modo di esprimersi anche sulla situazione politica italiana. Ha sottolineato come, al momento, il Movimento 5 stelle rischi il disfacimento a causa dell'assenza di una vera leadership.

Nel Pd rileva, invece, una certa mancanza di coraggio nel diventare un elemento trainante, rimanendo confinato a essere una sorta di forza garantista per la stabilità del governo. Nel centrodestra, invece, nota una sfida "non scontata" per la leadership tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Così come non lo sarebbe a suo avviso quella tra il segretario della Lega e il governatore Luca Zaia in seno al Carroccio. La giornalista ammette, inoltre, di non vedere chiara la collocazione dell'opposizione sullo scenario europeo, a differenza di quella di Berlusconi, ormai però minoritario rispetto agli altri due. Lilli Gruber ha inoltre definito come "innegabili" i successi diplomatici di Giuseppe Conte.

Ha, però, evidenziato come da adesso in poi ci si aspetta maggiore concretezza rispetto al denaro che arriverà per fronteggiare l'emergenza economica.

Otto e mezzo: un successo anche nei confronti ruvidi

L'Italia si lascia alle spalle una stagione in cui il lockdown ha lasciato il segno anche sulle produzioni televisive.

"L'interesse - specifica Lilli Gruber - per gli slogan politici è crollato. Sono cresciuti infatti tutti i programmi credibili".

Lilli Gruber non è una giornalista che rifiuta il confronto. Lo accetta e in alcuni casi rincara la dose, soprattutto se non riceve le informazioni che desidera nel momento in cui pone un quesito ai suoi interlocutori.

Non a caso nell'intervista si parla di "carattere" Gruber, in riferimento alle accese discussioni con Matteo Renzi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. In tutti e tre i casi il confronto ha avuto momenti roventi. "Nei paesi anglosassoni - specifica la giornalista - si chiama hard talk". "Chiedo conto di parole ed azioni", ha proseguito la giornalista.

È lei stessa a specificare ciò che, in alcuni casi, ha dato vita ad un confronto più vivace con i personaggi della politica citati. "Se - specifica Lilli Gruber - le risposte sono elusive, io insisto". Situazioni che spiega con una metafora che, in questa fase storica, appare quasi un paradosso: "L'incontro giornalismo-politica, nonostante il distanziamento, resta uno sport di contatto".

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