Venerdì 4 settembre il Tg La7 diretto da Enrico Mentana ha presentato i dati del sondaggio sul referendum costituzionale di Swg. Si tratta dell'ultima rilevazione che è possibile divulgare per legge, prima dello stop alla diffusione dei sondaggi in vigore nelle due settimane precedenti gli appuntamenti elettorali.

In questa ultima rilevazione incentrata sul referendum costituzionale è emerso che il Sì alla riduzione del numero dei parlamentari sarebbe in netto vantaggio, ma il No sta recuperando terreno.

Sondaggio referendum, il Sì sarebbe tra il 68% e il 72%

Enrico Mentana, nell'ultima serata disponibile prima dello stop ai sondaggi, ha diffuso gli ultimi dati elaborati da Swg.

Non si parla stavolta di rilevazioni sui singoli partiti ma l'analisi è stata fatta sul referendum costituzionale del 20 e 21 settembre che chiede il parere degli italiani sulla riduzione del numero dei parlamentari. Dai dati Swg emergerebbe che il Sì sarebbe quotato nella forbice di voti tra il 68% e il 72%. Il No sarebbe invece quotato tra il 28% e il 32%. Rispetto alla rilevazione precedente - che era stata effettuata a fine giugno - si assisterebbe a un recupero del No.

Infatti al 26 giugno il Sì era quotato tra l'82% e l'86% mentre il No era valutato tra il 14% e il 18%. Un recupero e una crescita quindi del fronte che si oppone alla riduzione del numero dei parlamentari, anche se chi ne desidera la riconferma si presenta ancora in largo vantaggio.

Italiani al voto per il referendum domenica 20 e lunedì 21 settembre

I cittadini italiani sono chiamati al voto nelle giornate di domenica 20 settembre e lunedì 21 settembre. Le urne saranno aperte su tutto il territorio nazionale per la consultazione referendaria per l'intera giornata di domenica dalle ore 7 alle 23 e poi ancora lunedì dalle 7 alle 15.

Ci saranno poi anche elezioni amministrative in oltre 1000 comuni e le elezioni regionali in sette Regioni italiane: Veneto, Toscana, Liguria, Marche, Campania, Puglia e Valle d'Aosta. Ci sono anche elezioni suppletive per due scranni vacanti al Senato.

Chi al referendum vota Sì conferma la legge approvata dal Parlamento e quindi i deputati passerebbero dai 630 attuali a 400.

I senatori invece passerebbero da 315 a 200. In totale si passerebbe pertanto da 945 parlamentari totali a 600. Chi invece sceglie di votare No al referendum manifesta la propria contrarietà alla riduzione del numero dei parlamentari che quindi rimarrebbero nel numero attuale. È un referendum costituzionale confermativo, quindi non è previsto nessun quorum, la consultazione sarà quindi valida a prescindere da quale sarà il numero complessivo delle persone che andranno alle urne.

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