Bruno Vespa, su Rete 4, è stato ospite di Paolo Del Debbio e della trasmissione Dritto e rovescio. Nella circostanza ha mostrato di avere un punto di vista piuttosto critico rispetto alla condotta del governo presieduto da Giuseppe Conte su alcuni punti della gestione dell'emergenza coronavirus. In particolare ha fatto capire che si sarebbe aspettato una maggiore preparazione nell'organizzazione dei trasporti, soprattutto sapendo con anticipo che sarebbero riprese scuole e attività dopo l'estate. A ciò ha aggiunto perplessità per il modo in cui si è scelto di predisporre gli aiuti economici verso tutte quelle categorie economiche e produttive penalizzate in maniera considerevole dalle restrizioni.

Bruno Vespa critico con l'esecutivo sui trasporti

Secondo Bruno Vespa, nella situazione in cui ci si trova, nessuno può considerarsi esente da colpe. A suo avviso, però, c'è chi ne ha di più per via di onori e oneri del ruolo. "Tutti - ha specificato - hanno fatto degli errori, delle sottovalutazioni. Nessuno può dire di aver detto sempre la verità. Chi sta al governo, però, ha responsabilità maggiori rispetto a chi sta all'opposizione".

Bruno Vespa ha mostrato una certa insofferenza rispetto al fatto che i mezzi pubblici abbiano viaggiato senza strategie efficaci per contenere il contagio. "Mi ha molto impressionato - ha evidenziato - vedere quei pullman all'inizio (durante la trasmissione ndr).

Si sapeva benissimo che ci sarebbe stato un problema di trasporti alla riapertura delle scuole. Sono veramente basito all'idea che non siano stati presi tempestivamente provvedimenti per risolvere in radice il problema dei trasporti. Il problema principale della ripresa del contagio".

Bruno Vespa cita il modello tedesco e le categorie dimenticate

L'altro fronte su cui combatte il governo è la necessità di dare supporto economico a chi sta pagando lo scotto delle chiusure. Bruno Vespa ha benedetto il fatto che l'esecutivo abbia esteso la cassa integrazione anche a chi, in tempi normali, non ne avrebbe avuto diritto.

Il caso dei dipendenti delle piccole imprese è quello più chiaro da porre come esempio. Le criticità, però, sono arrivate per l'ente preposto ad erogarlo. "L'Inps - ha sottolineato Bruno Vespa- ha fatto in modo che questo ristoro vero arrivasse con ritardi accettabili".

Il conduttore di Porta a Porta auspicava che i ristori fossero tarati in base a quanto ogni realtà produce. Ha ricordato come in Germania si sia scelto di prendere il fatturato dell'anno precedente, offrendo agli imprenditori un ristoro pari al 75%. Una percentuale che la forza economica minore dell'Italia non avrebbe potuto supportare, ma che sarebbe stata imitabile offrendo una garanzia minore ma chiara. Questo, secondo il giornalista, avrebbe reso la situazione più fluida.

Anche in ragione di criticità emerse. "La cosa - ha puntualizzato - che ci siano state delle categorie dimenticate è abbastanza imbarazzante". Poi spazio all'auspicio finale. "Il governo - ha chiosato - ha modo e tempo di metterci le mani, io suggerisco di guardare al fatturato perso".

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