Vittorio Feltri torna a criticare Giuseppe Conte. Il giornalista lo fa con il suo consueto editoriale su Libero. L'oggetto della discussione stavolta è l'ultimo Dpcm annunciato dal premier ed in vigore dal 6 novembre. Il riferimento va in particolare al fatto che, nonostante la dichiarazione di alcune zone rosse, potranno restare aperti i parrucchieri. Una scelta che, secondo Feltri, risulta quasi un controsenso rispetto al fatto che altre realtà dovranno chiudere per il contenimento del contagio. Una scelta che la firma di Libero sceglie di stigmatizzare con il consueto sarcasmo.

In particolare si chieda perché nel nuovo Dcpm si generi una discriminazione tra i parrucchieri e chi opera nel settore della ristorazione.

E la risposta è sibillina: "Elementare Watson. La moglie o la fidanzata dell'avvocato Giuseppe non può rinunciare alla messa in piega o alla permanente".

Il tutto mentre chi è in zona rossa è costretto a "digiunare" per i ristoranti chiusi.

Editoriale di Feltri riservato alle ultime misure

L'altra grande questione che riguarda l'ultimo Dpcm riguarda le scelte delle zone rosse. Si tratta di quei territori dove il Comitato Tecnico Scientifico ha ritenuto che i livelli dei parametri guida nella valutazione del rischio avessero raggiunto una soglia tale da disporre un lockdown, simile ma meno stringente rispetto a quello della scorsa primavera.

Gli osservatori della scena Politica hanno messo in rilievo il fatto che regioni come la Campania, dopo le parole allarmistiche di De Luca, sia stata collocata in fascia gialla e siano state determinate come zone rosse territori con la caratteristica di essere governati da forze opposte a quelle governative.

Feltri va a toccare proprio questo punto.

"Lombardi, piemontesi e calabresi - scrive Feltri - debbono digiunare dato che hanno votato centrodestra. In quelle zone, infatti, tutte le attività di ristorazione non potranno mai servire ai tavoli fino a nuovo ordine o cambio della catalogazione di rischio.

Feltri definisce Conte "genio pugliese"

Vittorio Feltri, inoltre, accusa Giuseppe Conte di guardare con un occhio di riguardo al Meridione in nome delle sue origini foggiane. "Tant'è - scrive - che i suoi provvedimenti non hanno sfiorato la Campania, nonostante Vincenzo De Luca aspirasse a blindarla poiché Napoli è inguaiata".

"Il livello - ha proseguito Feltri- della follia generale che ha colpito lo stivale guidato dal genio pugliese richiederebbe l'intervento psichiatrico di Paolo Crepet".

Feltri pone l'accento sul fatto che zone come Bergamo e Brescia, apparentemente in una situazione migliore rispetto ad altre del Sud, siano state inseriti nel calderone della zona rossa lombarda. "Così - commenta Feltri con sarcasmo - per antipatia. Sono città ricche e laboriose per cui meritano un castigo".

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