Oltre 250.000 dosi di vaccino AstraZeneca sono state bloccate ad Anagni (provincia di Frosinone), prodotte dall’azienda Catalent e dirette in Australia. Si conferma la linea dura voluta dal governo italiano, come già anticipato alla riunione del Consiglio Europeo. Il premier Draghi aveva invitato l’Europa a sanzionare le aziende farmaceutiche inadempienti e non in grado di rispettare gli accordi contrattuali sul numero di vaccini anti-Covid consegnati.

L’Italia è la prima dell'UE ad applicare il dispositivo di controllo europeo sull’esportazione di vaccini.

Il meccanismo di controllo è stato introdotto dalla Commissione Europea a fine gennaio, dopo l’annuncio di AstraZeneca della riduzione del 60% delle forniture di dosi vaccinali in UE nel primo trimestre del 2021. Secondo quanto prevede il nuovo regolamento europeo, l’export di vaccini fuori dall’Europa deve essere autorizzato dai singoli stati membri dell’Unione e produttori delle dosi vaccinali.

L’esportazione di vaccini fuori Europa

Il Regolamento UE 2021/111 della Commissione Europea, approvato il 30 gennaio, “subordina l'esportazione di taluni prodotti alla presentazione di un'autorizzazione di esportazione".

In passato il Ministero degli Esteri ha ricevuto richieste di autorizzazione di spedizioni fuori dall’Europa per modiche dosi di vaccini anti-Covid, da adoperare per la ricerca scientifica.

Il 24 febbraio scorso la Farnesina ha ricevuto una richiesta per autorizzare l’esportazione di ben 250.700 vaccini contro il Coronavirus, prodotti in Italia dall’azienda anglosvedese, AstraZeneca. Dopo aver consultato altre Amministrazioni Italiane di competenza, Il 26 febbraio il Ministero degli Esteri ha inviato alla Commissione europea la proposta di non autorizzare l’export verso l’Australia.

L'Italia ha incontrato il favore della Commissione stessa il 2 marzo, giorno in cui la Farnesina ha emanato formalmente il diniego dell’autorizzazione per l’export, avvalendosi delle leggi sulla trasparenza delle esportazioni di vaccini fuori dall’UE. Lo stop italiano sembra, quindi, essere giustificato sia dall’elevato numero di dosi di vaccino da spedire in Australia sia dai ritardi e dalla penuria di dosi fornite attualmente all’Italia e al resto degli stati europei dall’azienda stessa.

Motivi del blocco italiano

L’Australia ha registrato finora 29.007 contagi totali e 909 decessi su una popolazione di 25 milioni di abitanti. Sono numeri complessivi che non motivano l’ordine di oltre 100 milioni di vaccini, di cui 53,8 milioni solo di Astrazeneca. La motivazione dello stop italiano è supportata anche dalla non “vulnerabilità” australiana: la diffusione nel virus non è così drammatica da giustificare una così grande richiesta di dosi. Nelle ultime 24 ore il Paese ha registrato undici casi di Covid, con venti persone ricoverate, di cui una sola in terapia intensiva. A convincere ulteriormente l’Italia per lo stop alla spedizione di vaccini è stata l’inadempienza contrattuale dell’azienda anglosvedese, accusata di aver privilegiato l’esportazione di vaccini nel Regno Unito.

Intanto la Francia, a detta del ministro della Salute Olivier Veran, potrebbe accodarsi alla decisione italiana del blocco delle spedizioni di vaccini fuori dai confini europei.

La reazione australiana allo stop italiano

Lo stop italiano alla spedizione delle oltre 250.000 dosi di vaccino AstraZeneca ha suscitato non pochi malumori in Australia, secondo quanto riporta il Financial Times. Sulla vicenda si è espresso Scott Morrison, primo ministro australiano, dichiarando di comprendere l’ansia generale dell'Europa e, in particolare, dell'Italia, dove si registrano circa 300 decessi al giorno.

Il Ministro della Salute australiano, Greg Hunt, fa sapere di aver invitato la Commissione europea a rivedere la scelta italiana, sollecitando diversi canali per ottenere le dosi di vaccino AstraZeneca, ordinate e bloccate in Italia.

Il Ministro Hunt, però, ha ribadito che il mancato arrivo di queste dosi non pregiudicherà la campagna vaccinale, iniziata due settimane fa con la vaccinazione di anziani e personale sanitario in prima linea. Il Paese, infatti, ha già ricevuto 300.000 dosi dall’azienda farmaceutica anglosvedese, assicurandosi 53,8 milioni di dosi. Solo 3,8 milioni di vaccino Oxford-Astrazeneca saranno prodotte all’estero. Le restanti 50 milioni saranno prodotte in Australia mensilmente dal colosso farmaceutico locale CSL Ltd, che prevede di rilasciare il primo lotto per fine marzo.

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