La nave Mare Jonio avrebbe accettato di prendere a bordo migranti in cambio di denaro. È questa la gravissima accusa mossa dalla procura di Ragusa contro l’equipaggio dell’imbarcazione della Ong italiana Mediterranea. I pm siciliani indagano su un trasbordo di un gruppo di 27 naufraghi, avvenuto nello scorso settembre, dalla nave battente bandiera danese Maersk Etienne a quella dell’organizzazione umanitaria tricolore. Secondo l’accusa, le quattro persone al momento indagate, tra cui Luca Casarini, avrebbero dunque preso dei soldi in quella occasione.

Accuse gravissime che scatenano l’immediata reazione dei leader della Lega, Matteo Salvini, e di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

I particolari dell’inchiesta sulla Mare Jonio

Secondo l’inchiesta della procura di Ragusa, coordinata dal procuratore capo Fabio D’Anna, l’11 settembre 2020 i membri dell’equipaggio della Mare Jonio avrebbero deciso di far salire a bordo un gruppo di 27 migranti soltanto dopo aver stretto un accordo di natura economica con la società armatrice del cargo danese che aveva raccolto i naufraghi nel Mediterraneo il precedente 5 agosto. Il 12 settembre la Mare Jonio ottenne come "porto sicuro" quello di Pozzallo, in Sicilia. I fatti, come già accennato, si sarebbero svolti nel settembre scorso.

Al momento risulterebbero quattro gli indagati, tra soci, dipendenti e amministratori dell’imbarcazione italiana. Nessun membro della Ong Mediterranea però. Si tratta dell’ex leader del movimento dei Disobbedienti, Luca Casarini, del capo missione Beppe Caccia, ex assessore a Venezia nella giunta Cacciari, del regista Alessandro Metz e del comandante Pietro Marrone.

Caso Mare Jonio: perquisizioni in tutta Italia

Da quanto si apprende, nella mattinata di lunedì 1 marzo, agenti di GdF, Guardia costiera e Polizia hanno eseguito perquisizioni in diverse città italiane, da Trieste, Bologna e Venezia, fino ad arrivare a Palermo, Mazara del Vallo e Augusta. Secondo le indagini, gli investigatori si sarebbero insospettiti a causa dei contatti troppo frequenti avvenuti tra l’equipaggio della Mare Jonio e quello della Maersk Etienne.

“Le indagini fin qui svolte, corroborate da intercettazioni telefoniche, indagini finanziarie e riscontri documentali hanno permesso di far emergere che il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della Mare Jonio - si legge in una nota della Procura - è stato effettuato solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi, accordo in virtù del quale la società armatrice della Mare Jonio ha percepito un ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso”.

Le reazioni di Salvini e Meloni

La notizia dell’inchiesta ragusana sul presunto "traffico" di migranti sulla Mare Jonio, provoca l’immediata reazione di Matteo Salvini che ringrazia la procura di Ragusa chiedendo che si vada “fino in fondo” e annuncia di voler incontrare il premier Mario Draghi e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Più duri i toni utilizzati da Giorgia Meloni. “Trasbordo di migranti in cambio di soldi? - twitta la leader di Fdi - Accusa gravissima della procura di Ragusa alla Mare Jonio. Fdi chiede risposte urgenti al ministro Lamorgese. Continueremo a batterci contro il business che ruota attorno al traffico di esseri umani mascherato da falso umanitarismo”, conclude.

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