Da mesi il disegno di legge contro l'omofobia, il cosiddetto Ddl Zan, è fermo in Senato. Ora la sua approvazione potrebbe essere ancora più lontana. Ad avere delle remore questa volta è il Vaticano. La Santa Sede è intervenuta, come riportato da "Il Corriere della Sera", attraverso una nota consegnata al gabinetto del ministero degli Esteri. Diversi esponenti politici e lo stesso Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge, sono intervenuti in merito alla questione che ha dato un assist a chi come la Lega o Fratelli D'Italia ostacolano il Ddl Zan.

Per la Santa Sede, il Ddl Zan viola gli accordi

La Santa Sede ha attaccato il Ddl Zan dichiarando che viola gli "Accordi" ribaditi nel "concordato" del 1984. Il Vaticano contesta in particolare l'articolo 7, che non permetterebbe - secondo la Santa Sede - di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, stabilita appunto dal Concordato. Inoltre, sempre nella nota inviata dalla Santa Sede, il Ddl Zan “attenta alla libertà di pensiero dei cattolici”. Per la prima volta nella storia dunque, il Vaticano si è appellato ai "Patti Lateranensi", quegli accordi stipulati tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede l'11 febbraio 1929, revisionati nel 1984, e che, ancora oggi, regolano i rapporti tra la Santa Sede e lo Stato italiano.

Le reazioni politiche e non solo alla nota del Vaticano

Diverse sono state le reazioni alla nota della Santa Sede giunta nelle scorse ore. Il Segretario del PD Enrico Letta ha dichiarato di essere pronto al dialogo, ma di sostenere pienamente il disegno di legge perché l'impianto della legge è quello di una "legge di civiltà".

La senatrice del M5s Alessandra Maiorino ha parlato di "timori del tutto infondati" da parte del Vaticano. Le parole della Santa Sede sono invece state un assist per chi il Ddl Zan lo ha sempre ostacolato come per esempio il leader della Lega Matteo Salvini che ha dichiarato: “Bene. Ringrazio il Vaticano per il buonsenso”. Forza Italia e Italia Viva hanno chiesto un tavolo di confronto.

Dal Nazareno arriva pieno sostegno per il disegno di legge, anche se c'è attesa per la lettura dei testi. Alessandro Zan, primo firmatario del Ddl, ha dichiarato che nel disegno di legge non vi è alcun limite alla libertà di espressione e religiosa. Contro il Vaticano, anche il cantante Fedez, da sempre sostenitore del Ddl in questione. Il marito di Chiara Ferragni, ha pubblicato una serie di stories su Instagram, in cui senza mezzi termini ha attaccato la Santa Sede parlando di tasse arretrate non pagate sugli immobili italiani e degli scandali di pedofilia che hanno colpito la chiesa. Federico Lucia si è domandato come mai questi ultimi non vengano processati dalla giustizia italiana.

NOTA DI CORREZIONE 22/06/2021: Questo articolo è stato aggiornato perché una precedente versione riportava un titolo poco chiaro.